Fridays for future, appello a Roma, politica ci ascolti

Le voci degli attivisti, programmi elettorali sono insufficienti

Redazione ANSA ROMA

"Oggi scendiamo in piazza per riportare la questione climatica al centro del dibattuto pubblico. Durante questa campagna elettorale non c'è stata, nonostante i disastri climatici di questi mesi, la siccità, la Marmolada e l'alluvione nelle Marche e nonostante le soluzioni alla crisi necessarie alla transizione siano le stesse che servirebbero per affrontare gli effetti della crisi energetica".

Così Filippo Sotgiu, 20 anni, tra i portavoce nazionali di Fridays for Future fa appello alla politica dalla manifestazione romana degli attivisti. Tra le proposte del movimento ci sono "comunità energetiche in ogni comune e l'efficientamento delle case popolari".

I programmi elettorali sono "attualmente insufficienti. - dice anche Marzio Chirico - Le nostre proposte sono basate sui dati più aggiornati della scienza. Parliamo del tema dei trasporti gratuiti e più capillari per tutti o quello dell'acqua: ci troviamo infatti col 40% della rete idrica con perdite".

A interessare ai giovani non sono solo le questioni ambientali: "la lotta per il clima si interseca con le altre e ha le stesse soluzioni. La giustizia climatica passa per transfemminisno, anticapitalismo, antirazzismo e ogni forma di violenza. Tra le cause della crisi ecologica - spiega Anita Zollino, 18 anni - ci sono le disuguaglianze di emissioni tra paesi ricchi e in via di sviluppo".

Il lavoro è poi al centro dell'Agenda Climatica: "Viviamo nel paradosso di un paese pieno di persone involontariamente disoccupate e altre sovraccariche che percepiscono uno stipendio da fame - afferma Alessandro Marconi, 20 anni - Per questo proponiamo di sperimentare la settimana a 32 ore, di imporre un salario minimo di 10 euro all'ora, e di attuare un programma di lavoro statale chiamato job guarantee, che crei lavori anche per il benessere delle comunità anche non strettamente produttive" spiega.

"Noi scendiamo in piazza perché lo si fa in tutto il mondo" dice anche Valeria Belardelli. Questo sciopero capita due giorni prima delle elezioni. È importante fare sentire la nostra voce.

Nonostante il disagio in Italia di tante persone, non si fa niente per risolvere gli effetti del climate change".

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