Sebbene il capo della diplomazia algerina, Ahmed Attaf, non abbia menzionato il Mali, nel suo discorso all'Assemblea Generale dell'Onu, era chiaro che si riferisse al rappresentante del governo di Bamako, che pochi giorni prima aveva attaccato violentemente l'Algeria. "Un rappresentante di un Paese vicino del Sahel, e da questo spazio, ha osato usare un linguaggio vile contro la mia nazione, che è totalmente indegna di tale dignità, e non è mai giusto eguagliarlo nel suo meschino e spregevole sfogo verbale", ha detto Attaf nel discorso trasmesso dalla televisione di Stato.
Qualche giorno fa, il rappresentante del Mali e portavoce dei golpisti a Bamako, il colonnello Abdoulaye Maïga nel suo discorso alla 79esima sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, si è scagliato contro quella che ha definito "l'ingerenza algerina nel suo Paese", definendo il suo vicino settentrionale "uno Stato che ospita terroristi", in riferimento alle forze dell'Azawad nel nord del Paese.
Le forze armate maliane sostenute dalla milizia russa di Wagner hanno ultimamente e ripetutamente lanciato attacchi contro quelli che considerano ribelli nel nord del Paese, causando la fuga di centinaia di persone in Algeria. I putschisti al potere in Mali avevano precedentemente e unilateralmente annunciato la loro rinuncia all'accordo di pace con le forze dell'Azawad (tribù tuareg) nel nord del Paese, firmato in Algeria nel 2015.
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