Queste le
principali conclusioni di uno studio intitolato 'La fuga dei
cervelli degli ingegneri in Tunisia: cause, conseguenze e
proposte di politica economica' pubblicato recentemente
dall'Istituto tunisino di studi strategici (Ites), secondo cui
la migrazione degli ingegneri tunisini rappresenta una grave
minaccia per la crescita: ogni anno lasciano il Paese quasi
3.000 ingegneri.
Il numero ha registrato il picco nel 2022, raggiungendo i 6.500,
secondo le statistiche fornite dall'Ordine degli ingegneri
tunisino (Oit).
Per l'Ites, "l'impatto della migrazione va oltre
la generazione attuale, compromettendo le opportunità future
(trasmissione intergenerazionale degli effetti). La diminuzione
delle competenze e dell'innovazione in Tunisia è la principale
conseguenza".
Il massiccio deflusso di ingegneri mina le competenze e
l'innovazione del Paese mettendo a dura prova la produttività
industriale, la competitività sui mercati internazionali e gli
investimenti in ricerca e sviluppo. Ciò si traduce, continua
l'Ites, in un circolo vizioso in cui la mancanza di innovazione
scoraggia gli investimenti in capitale umano e tecnologia. Si
prevedono divisioni più marcate tra Paesi industrializzati e in
via di sviluppo, poiché la fuga di capitale umano erode le basi
delle competenze per l'insegnamento e la ricerca locale,
ostacolando le iniziative di sviluppo e limitando la capacità
del Paese di rispondere a specifiche sfide locali. Inoltre i
rischi di dipendenza tecnologica per la Tunisia non possono
essere esclusi, poiché il bisogno di cervelli mette a
repentaglio la capacità di sviluppare soluzioni per soddisfare
le proprie esigenze energetiche, ambientali e industriali. Anche
l'attrattiva della Tunisia per gli investimenti diretti esteri
ne risentirebbe, scoraggiando i potenziali investitori e
riducendo i finanziamenti destinati alla ricerca e allo
sviluppo.
Lo studio individua anche le azioni prioritarie per far rimanere
gli ingegneri nella nazione: l'ottimizzazione delle condizioni
di lavoro, il miglioramento dell'avanzamento di carriera,
l'adattamento del sistema educativo alle esigenze del mercato
del lavoro, il rafforzamento della stabilità politica ed
economica, il miglioramento delle infrastrutture e la
stimolazione dell'ecosistema imprenditoriale, ma anche maggiori
sovvenzioni per la ricerca e lo sviluppo, più investimenti
privati, regimi fiscali preferenziali per gli ingegneri,
incentivi fiscali per le imprese tecnologiche e pratiche di
gestione aggiornate, oltre al rafforzamento della partnership
con aziende globali e la promozione dell'integrazione di
ingegneri tunisini espatriati in progetti locali. (ANSAmed).
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