Società mediche, malati allo sbaraglio con la delibera del Veneto

'La Regione assume neolaureati contro le carenze. Professione svilita'

Redazione ANSA ROMA

Medici e pazienti sono lasciati "allo sbaraglio" e la professione è "svilita". E' questa la denuncia espressa dalla Società Italiana di Medicina Interna (SIMI), di Medicina d'Emergenza-Urgenza (SIMEU), di Geriatria e Gerontologia (SIGG) in merito alla delibera della giunta regionale del Veneto, licenziata a metà Agosto, che propone di porre rimedio alla carenza di 500 medici specialisti nei dipartimenti di emergenza e urgenza e nei reparti dell'area internistica e geriatrica mediante un percorso formativo dedicato a laureati non specialisti consistente in 92 ore di lezione teorica e due mesi di frequenza pratica. In un documento congiunto, le società scientifiche chiedono la "tutela della professionalità dello specialista e della qualità della cura, contro pseudosoluzioni semplicistiche e pericolose".

Infatti, "affrontare casi complessi, in urgenza e non - spiegano - implica lo sviluppo di una esperienza e di un percorso ben strutturato che non possono certo essere il frutto di 92 ore di lezione e due mesi di tirocinio! Si esporrebbero medici non specialisti al rischio di errore e conseguente contenzioso e i malati a ovvi rischi per la loro salute; le tariffe assicurative per questi pseudospecialisti lieviterebbero a dismisura; si creerebbe una condizione di precarietà a tutto vantaggio delle finanze regionali". A ciò si aggiunga, avvertono, che "il miraggio del pronto impiego potrebbe distogliere neolaureati dall'intraprendere il percorso di formazione specialistica, determinando in prospettiva un impoverimento del patrimonio umano e professionale del Servizio sanitario nazionale".

Le Società si impegnano dunque "a contrastare questa e qualunque altra iniziativa volta a svilire e, sostanzialmente, negare il percorso formativo specialistico di area medica" e auspicano che il "MIUR, Ministero della Salute e Conferenza Stato-Regioni completino il processo di adeguamento del numero di borse di specializzazione in area internistica e urgentistica alle reali esigenze delle reti ospedaliere, e le Scuole di Specializzazione coinvolte promuovano progetti formativi e professionalizzanti per gli specializzandi, anche promuovendo forme di inserimento lavorativo degli specializzandi dell'ultimo anno di corso".
   

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