Corte Ue, ok a erogazione da Servizio sanitario di farmaco Avastin per malattia occhi

Sentenza per causa Novartis contro decisioni Agenzia farmaco

Redazione ANSA BRUXELLES

La legge dell'Unione non è contraria alla presa in carico del Sistema sanitario italiano (Ssn) del farmaco Avastin, commercializzato da Roche Italia, per un uso non coperto dalla sua autorizzazione al commercio (Aic).
    Lo stabilisce la Corte Ue nella sentenza in merito alla causa di Novartis Farma contro l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa).

La disputa trae origine dalla decisione dell'Aifa, nel 2014, di inserire Avastin nell'elenco dei farmaci erogati a carico del Ssn, per il trattamento di una patologia oculare - la degenerazione maculare correlata all'età (Dmle) - a precise condizioni, sebbene l'Aic dell'Avastin non copra tale malattia. La Novartis, che commercializza Lucentis, farmaco autorizzato in modo specifico per trattare la Dmle (anche questo a carico del Ssn, ma più costoso dell'Avastin), ritenendo che le decisioni dell'Aifa favoriscano l'uso dell'Avastin, in termini che non rispondono alla sua Aic, aveva impugnato le decisioni dell'Aifa nei tribunali amministrativi italiani, e il Consiglio di Stato si era rivolto alla Corte Ue. 

- Assessore E-R, su Avastin sentenza storica da Ue

"Si tratta di una sentenza storica, destinata a modificare radicalmente le logiche esclusivamente commerciali legate alla commercializzazione di un farmaco che è sì un prodotto dell'industria, ma ancor prima un bene essenziale per la salute. Per primi in Italia ci siamo battuti per arrivare a questo risultato, non possiamo che essere soddisfatti e orgogliosi della nostra scelta del 2009, di cui ora potranno beneficiare anche le altre Regioni". Così l'assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi, commenta la sentenza emessa oggi dalla Corte di giustizia dell'Unione europea sul caso Avastin-Lucentis, che afferma la legittimità della presa in carico, da parte del servizio sanitario nazionale, dei costi di un medicinale 'off label' nonostante vi sia, per la stessa indicazione terapeutica, un medicinale 'ad hoc'. Una decisione, spiega la Regione, "che conferma che la battaglia iniziata nove anni fa dall'Emilia-Romagna era giusta e doverosa, condotta in nome della salute dei cittadini e dell'uso corretto e oculato delle risorse pubbliche". Nel 2009 la Regione Emilia-Romagna decise, prima in Italia, di erogare nelle strutture sanitarie pubbliche l'Avastin, farmaco efficace nella cura della maculopatia retinica, anche dopo l'immissione in commercio del Lucentis, medicinale sempre impiegato per la cura della maculopatia retinica ma dal costo molto maggiore. "Le disposizioni attuate dall'Emilia-Romagna hanno consentito in effetti, dal 2009 ad oggi, un risparmio per il Servizio sanitario regionale di circa 4,2 milioni l'anno".

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