Aspettando un figlio, la strada in salita per Pma e adozione

Associazioni, le coppie sono sole fra burocrazia e liste di attesa

Redazione ANSA ROMA

''Oggi ormai l'infertilità ed il bisogno di ricorrere a tecniche di PMA omologa o eterologa è sempre più un'emergenza sociale, è la crisi dei nostri tempi, un dramma che colpisce non solo la coppia ma la società stessa poiché sempre meno bimbi nascono e sempre più coppie lottano per averli. Eppure oggi nel nostro paese ancora si è costretti non solo a dover affrontare questo doloroso iter ma anche a dover subire discriminazioni e disparità sociali dal punto di vista delle leggi e del funzionamento del sistema socio-sanitario nonostante l'infertilità necessiti di essere non solo riconosciuta, ma anche realmente e concretamente trattata, come una patologia che ha diritto a cure mediche e ad accompagnamenti psicologici che non dovrebbero essere l'eccezione ma la regola, un diritto per ogni coppia''. L'analisi sulle implicazioni psicologiche e mediche quando un bambino non arriva e' della dottoressa Rebecca Abigail Autorino, psicologa clinica e responsabile del progetto 'INSIEME' di accompagnamento e supporto psicologico e sociale delle coppie che affrontano l'iter della fecondazione assistita o di adozione nazionale e internazionale. Con la denuncia per il ginepraio di ostacoli burocratici, sia per ottenere il trattamento di procreazione medicalmente assistita, sia per le procedure di adozione. ''La scelta necessita di grande presa di coscienza da parte della coppia rispetto al significato della scelta adottiva e soprattutto rispetto ai bisogni profondi del bambino che i due stringeranno al cuore''.
    ''Il SSN non permette la possibilità a tutte le coppie nel contesto nazionale di fare PMA poiché ci sono dei LEA approvati ma che non vedono ancora la concreta decisione sulla tariffa unica di rimborso della PMA ai centri convenzionati nelle varie regioni, ha affermato l'avvocato Gianni Baldini nel Convegno Nazionale sull'Infertilità, PMA e Adozione tra Scienza e Società avvenuto a Roma il 28 ottobre scorso. Sono partite tuttavia con l'Avvocato Baldini, direttore generale della Fondazione della PMA, in collaborazione col Progetto Insieme di supporto delle coppie che fanno il cammino di PMA e ADOZIONE, la Società Scientifica Pamegeiss e le Associazioni storiche di pazienti SoS Infertilità e l'Altra Cicogna Onlus, diffide CHE stanno già ottenendo le prime risposte e autorizzazioni dalle regioni sino ad oggi e da anni chiuse alla PMA fuori regione. Le prime coppie hanno ottenuto possibilità di rimborso e autorizzazioni finalmente ad effettuare la PMA fuori regione senza attendere preziosi anni e lunghe liste d'attesa nei centri pubblici regionali come accade in diverse regioni del sud Italia''.
    ''L'emergenza vissuta oggi in questi due importanti cammini verso la costruzione della famiglia, quello di PMA e di Adozione, è non solo a livello medico ma fortemente anche a livello emotivo, sociale, burocratico. Da un lato le coppie sono costrette a patire lunghe liste d'attesa, costi elevati per effettuare tecniche di PMA che invece, come previsto dalla nostra costituzione, dovrebbe essere lo Stato a garantire ed anzi a promuovere dato il forte decremento delle nascite, dall'altro gli iter di adozione nazionale ed internazionale che invece vedono la necessita di profondi cambiamenti non solo nelle modalità di accompagnamento delle coppie lungo questi cammini ma anche di maggior supporto economico, per l'adozione internazionale, e di un alleggerimento delle pressioni e dei lunghi tempi d'attesa a cui le coppie sono purtroppo sottoposte.
    La Senatrice Mattesini infatti ha evidenziato nel convegno del 28 maggio come il ddl da ella depositato preveda importanti proposte di cambiamento che si spera vengano continuate e supportate'' conclude Autorino. 
   

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