Plastic tax: Legambiente, no su manufatti riciclati

Ciafani, allargare bacino applicazione, ora solo metà prodotti

Redazione ANSA ROMA
(ANSA) - ROMA, 3 NOV - "Ha ragione il ministro Luigi Di Maio, come già evidenziato ieri dal collega di governo Giuseppe Provenzano e dal vicesegretario Pd Andrea Orlando: quello sulla plastic tax è un dibattito davvero surreale, perché si tratta di una norma per la tutela dell'ambiente e la riconversione dell'industria della plastica. Però se da una parte la plastic tax è sacrosanta, dall'altra parte così come è stata scritta non va ancora bene e deve essere assolutamente migliorata".

Così Legambiente attraverso il suo presidente nazionale Stefano Ciafani commenta il post su Facebook del ministro Di Maio e la querelle sulla plastic tax "fortemente criticata da Confindustria e Mineracqua, che hanno definito la norma in questione come l'ennesimo balzello a scapito delle imprese e dei consumatori". "È infatti impensabile - dice Ciafani - riservare lo stesso trattamento fiscale per le plastiche vergini prodotte da un petrolchimico, che vanno più che tartassate, e per quelle ottenute dal riciclo di plastiche da raccolta differenziata. Per queste ultime deve essere garantito lo stesso trattamento di favore riservato giustamente alle plastiche compostabili e ai manufatti riutilizzabili. Inoltre questa tassa al momento colpisce solo gli imballaggi di plastica, pari a 2 milioni di tonnellate all'anno, e non riguarda tutti gli altri prodotti in plastica, che arrivano ad una produzione di circa 4 milioni di tonnellate. Ha senso prevedere un allargamento del bacino di applicazione a tutti i manufatti in plastica e non solo agli imballaggi". Il presidente di Legambiente auspica quindi "che il Senato, dove domani approderà la manovra, abbia il coraggio di modificare il testo". "Non dimentichiamo che l'Italia - ricorda Ciafani - è stato il primo ad inventare il polipropilene (il Moplen di Gino Bramieri in Carosello) negli anni '60 e le bioplastiche compostabili prodotte da scarti vegetali e rinnovabili negli anni '90. Per questo auspichiamo che da parte del mondo industriale italiano arrivi un altro scatto di orgoglio e di innovazione". (ANSA).

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