Consiglio Stato conferma bocciatura inceneritore Firenze

Costruttore impianto Case Passerini non realizzò parco previsto

Redazione ANSA FIRENZE

FIRENZE - Il Consiglio di Stato ha confermato giovedì 24 la sentenza del 2016 del Tar della Toscana che aveva annullato l'autorizzazione alla costruzione di un termovalorizzatore a Case Passerini, nel Comune di Sesto Fiorentino. L'annullamento era stato disposto perché il costruttore QThermo non aveva realizzato preventivamente l'opera di compensazione prevista, cioè un parco di 50 ettari.

"La sentenza del Consiglio di Stato mette la parola fine al termovalorizzazione di Case Passerini. Com'è noto io ero contrario e l'ho dichiarato a ottobre dell'anno scorso, quando le competenze su questa materia sono passate definitivamente alla Regione". Così il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi in merito alla sentenza del Consiglio di Stato.

Secondo quanto si spiega in una nota della Regione, la sentenza "ha confermato l'annullamento dell'autorizzazione alla costruzione dell'impianto di Case Passerini, annullamento che era stato disposto dal Tar nel novembre 2016".

"Come abbiamo detto ieri in Consiglio regionale, ci prepariamo - continua Rossi - a predisporre un nuovo piano dei rifiuti che accrescerà la raccolta differenziata e il riuso, riducendo ulteriormente gli impianti di incenerimento e le discariche. Le linee di indirizzo che ho dato nella comunicazione al Consiglio regionale escono interamente confermate come l'unica strada innovativa e percorribile per la Regione Toscana".

La sentenza del Consiglio di Stato, che ha confermato la decisione del Tar della Toscana sull'inceneritore fiorentino di Case Passerini, spiega l'avvocato Claudio Tamburini, legale di Forum ambientalista, Italia Nostra e Wwf, tra i ricorrenti al Consiglio di Stato, "sancisce l'impossibilità di procedere oltre con la realizzazione" dell'impianto.

Il Consiglio di Stato infatti conferma l'annullamento dell'autorizzazione rilasciata dalla Città metropolitana perché "è stata sanzionata la mancata ottemperanza all'obbligo di realizzare preventivamente le opere di compensazione previste quale condizione irrinunciabile per la realizzazione" dell'inceneritore: nello specifico si trattava di un parco di circa 50 ettari. Questo non è stato fatto e dunque nemmeno l'inceneritore non può più essere realizzato".

"Confermando la sentenza del Tar, il Consiglio di Stato ribadisce l'annullamento dell'autorizzazione, rilasciata nel 2016 dalla Città metropolitana, a procedere per la realizzazione dell'impianto - spiega sempre Tamburini -. Il Consiglio di Stato, respingendo i ricorsi, conferma questa impostazione e di fatto chiude la vicenda".

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