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Cibus: lotta allo spreco alimentare è un impegno di filiera

I risultati di LIFE-Food.Waste.StandUp

Redazione ANSA PARMA

PARMA - Cibus riparte oggi sul tema dello spreco alimentare e dell'economia circolare, con Life-Food.Waste.StandUp, il progetto co-finanziato dal programma LIFE 2014-2020, di Federalimentare, Federdistribuzione, Fondazione Banco Alimentare Onlus e Unione Nazionale Consumatori. Lanciato a novembre 2016, ad oggi il progetto di filiera guidato da Federalimentare è riuscito a fare divulgazione attiva sulle tematiche del food waste a oltre 20.000 imprese alimentari italiane coinvolgendo 5.000 punti vendita e più di 150.000 consumatori. A questo si aggiunge la formazione diretta a oltre 200 imprese e operatori della moderna distribuzione organizzata, a più di 50 addetti alle sezioni alimentari e circa 69 infopoint di Unc, Unione nazionale Consumatori, in tutta Italia e il lancio dell'app 'Spesa facile'.

"Il nuovo pacchetto sull'economia circolare - ha detto intervenendo in apertura l'eurodeputata Simona Bonafè - inserisce per la prima volta nella legislazione europea, a cui gli Stati membri dovranno adeguarsi, la tematica del contrasto allo spreco alimentare e l'incentivazione della donazione delle eccedenze, prevedendo anche dei target di riduzione. Il progetto presentato oggi rappresenta uno dei migliori esempi di economia circolare, cioè di efficienza nell'uso delle risorse, in questo caso ancora più importante perché parliamo di risorse alimentari. È fondamentale che tutti i soggetti coinvolti, dalla produzione alla distribuzione, dai consumatori fino alle associazioni come il Banco alimentare, spingano nella stessa direzione per ridurre lo spreco alimentare a tutti i livelli.

Dobbiamo evitare che il cibo diventi un rifiuto, non solo per motivi economici e ambientali, ma anche e soprattutto per motivi etici. Qualora poi questo non sia possibile, economia circolare significa riuscire a sfruttare i rifiuti organici come nuova risorsa e non come problema da gestire".

"Stando ai dati Fao quasi 1/3 della produzione mondiale di cibo finisce nella spazzatura - ha detto il vice presidente di Federalimentare Aurelio Ceresoli - Solo in Italia, ogni anno, vengono buttati via alimenti per oltre 12 miliardi e mezzo di euro. Una battaglia che nessuno può vincere da solo".

"Molto abbiamo fatto per ridurre le eccedenze (lavorando con i fornitori, rendendo efficiente la logistica, studiando i comportamenti d'acquisto dei clienti, accelerando la vendita dei prodotti prossimi alla scadenza) e per aumentare il loro recupero attraverso conferimenti ad enti caritativi. Questo sforzo ha prodotto risultati positivi, ma c'è ancora da fare - ha continuato Claudio Gradara, presidente di Federdistribuzione - a partire da una partnership che dia luogo a iniziative sui territori che possano comprendere anche una premialità per i soggetti che donano, incentivando in questo modo un comportamento virtuoso capace, attraverso l'aumento delle donazioni, di diminuire i rifiuti e i costi per la collettività".

"E' purtroppo tra le mura domestiche che si registrano i maggiori sprechi alimentari - ha concluso Massimiliano Dona presidente dell'Unione Nazionale Consumatori - con circa 85 chilogrammi di cibo pro capite che ogni anno finisce nella spazzatura. Per questo è fondamentale sensibilizzare i consumatori verso corretti stili di vita. Ne va della stessa economia familiare: spesso non ci si rende conto di quanto si potrebbe risparmiare con una spesa più razionale, senza farsi influenzare da mode e pubblicità".

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