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Nei cassonetti della carta da 5 a 15% di materiali estranei

Assocarta, colpa di cittadini e aziende di raccolta negligenti

Redazione ANSA ROMA
(ANSA) - ROMA, 29 APR - La plastica inquina anche gli altri rifiuti. In Italia, nella raccolta differenziata della carta i materiali estranei (soprattutto plastica) vanno dal 5% al 15%.

Materiali che poi finiscono in discarica o negli inceneritori, invece di essere riciclati. Lo spiega all'ANSA il direttore di Assocarta, l'associazione di categoria dei cartai, Massimo Medugno.

"In Italia si fa tanto riciclo della carta, arriviamo all'85% - spiega Medugno -. Ma abbiamo il problema degli scarti. Invece del 5% massimo, si arriva al 15%, come a Roma. Questi scarti sono plastica, legno, metalli, carta sporca, e facciamo fatica a piazzarli: le discariche chiudono, inceneritori non ce ne sono.

Non sappiamo dove metterli, e separarli e smaltirli rappresenta un costo per le aziende".

La responsabilità di questa situazione è dei cittadini negligenti, che non badano a cosa buttano nel bidone, e delle aziende di raccolta, che dovrebbero avere piattaforme di separazione dei rifiuti, e invece imballano e spediscono al riciclo i rifiuti come escono dal cassonetto.

Nonostante questi problemi, il settore del riciclo e della carta in generale è in pieno sviluppo in Italia. Nel nostro paese ogni anno si riciclano 5 milioni di tonnellate di carta e se ne producono 9,1 milioni di tonnellate. Il 60% della carta prodotta in Italia è riciclata. Il settore cartario nel 2017 è cresciuto del 2% per volumi, del 5% per fatturato, arrivando a 7,4 miliardi di euro, con 19.500 addetti e 150 stabilimenti.

L'Italia è il 4/o paese in Europa nel settore, dopo Germania, Svezia e Finlandia.

La decisione della Cina di non importare più rifiuti dall'estero dal 1/o gennaio sta spingendo le cartiere italiane a investire per aumentare il riciclo. (ANSA).

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