Guardia ecologica Legambiente uccisa da 'Igor il russo'

Doveva essere premiato a festa Polizia. Auguri su FB per l'agente

Redazione ANSA FERRARA

(di Antonio Giovannini e Daniele Predieri)

FERRARA - Doveva essere una perlustrazione di routine, una delle tante contro il bracconaggio che Valerio Verri, 62 anni, guardia ecologica volontaria, faceva in coppia con Marco Ravaglia, 53 anni, agente della Polizia provinciale nell'area ferrarese del Mezzano. Una passione che Verri poteva coltivare soprattutto ora, da pensionato, dopo una vita da operaio nello zuccherificio di Minerbio. Due colpi d'arma da fuoco lo hanno ucciso sulla provinciale Mondonuovo a Trava di Portomaggiore, altri tre hanno ferito l'amico e collega.
    Verri - moglie, due figli e altrettanti nipotini - viveva a Portoverrara, frazione di Portomaggiore. Socio di Legambiente, svolgeva da tempo attività di vigilanza ittica e venatoria, spesso in stretto collegamento con la Polizia provinciale. Ed era una delle guardie volontarie più anziane della provincia, tanto che lunedì mattina al teatro Nuovo di Ferrara, assieme al presidente del corpo di Legambiente, avrebbe dovuto ricevere la premiazione dal questore Antonio Sbordone "per l'apporto che i volontari danno al progetto di sicurezza partecipata, assieme a tante altre associazioni". Invece la sua poltrona sarà vuota: "sarà una celebrazione e non una Festa", spiegano dalla Questura, sottolineando che "si dovrà assolutamente ricordare il sacrificio dei volontari come Verri". "Un lavoro spesso sconosciuto, pieno di pericoli e sacrifici", sottolinea il Wwf, mentre l'Ente nazionale delle Guardie ambientali d'Italia chiede che il Parlamento esamini "le varie proposte di legge di riforma del settore della vigilanza volontaria giurata".
    "Lo conoscevamo, certo, qui in paese ci conosciamo tutti.
    Valerio però non si vedeva spesso in giro, abitava un po' fuori dal centro ed era molto impegnato con il volontariato. Non passava molto tempo al bar", ricordano i compaesani. Aggiunge il parroco, don Raffaele: "E' un dolore grande per una comunità piccola ma unita da un'identità fatta di lavoro, amicizia e campagna. Questa tragedia ci ha scosso profondamente".
    Più fortunato il suo compagno di pattuglia, Marco Ravaglia, ex presidente della Pro loco di Portomaggiore. Raggiunto da tre proiettili, due all'addome e uno all'avambraccio, è stato sottoposto già ieri sera ad un primo intervento d'urgenza all'addome all'ospedale Bufalini di Cesena. Questa mattina è stato operato all'avambraccio, altro intervento nel pomeriggio.
    E' in prognosi riservata nel reparto di terapia intensiva, sedato, non in pericolo di vita ma con una situazione definita "stazionaria e delicata". La moglie, Cinzia, lo aveva raggiunto subito sul luogo della tragedia e gli era rimasta vicino fino al trasporto sull'eliambulanza. Sulla sua pagina Facebook si moltiplicano i messaggi di incoraggiamento e di auguri di pronta guarigione: "Sei una roccia", "Non mollare", "Siamo tutti con te".

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