I ragni mangiano fino a 800 milioni di tonnellate di prede

E' più di quanto consumano gli umani e i cetacei

Redazione ANSA

I ragni si confermano tra i predatori più voraci al mondo: nonostante siano piccoli e spesso invisibili, questi carnivori a otto zampe mangiano da 400 a 800 milioni di tonnellate di prede l'anno, una quantità di biomassa impressionante se si considera che gli umani consumano circa 400 milioni di tonnellate di carne e pesce l'anno. A indicarlo è lo studio pubblicato sulla rivista The Science of Nature dallo zoologo Martin Nyffeler, dell'università svizzera di Basilea, e dal biologo Klaus Birkhofer, che lavora presso l'università tecnica tedesca di Brandeburgo e l'ateneo svedese di Lund.

Secondo le stime dei ricercatori, i ragni sarebbero tra i predatori più diffusi e diversificati al mondo, con oltre 45.000 specie, una densità di popolazione pari a 1.000 individui per metro quadrato e una biomassa complessiva di 25 milioni di tonnellate. Considerando le quantità di cibo che consumano per sopravvivere e le potenzialità predatorie che hanno nei diversi ecosistemi, si è calcolato che uccidano da 400 a 800 milioni di tonnellate di prede ogni anno su scala globale, molto più di quanto non facciano gli umani (fermi a circa 400 milioni di tonnellate), i cetacei (280-500 milioni di tonnellate) o gli uccelli marini (70 milioni di tonnellate).

Le prede dei ragni sono per il 90% insetti e collemboli, ma i grandi ragni tropicali possono occasionalmente uccidere anche piccoli vertebrati come rane, lucertole, serpenti, uccelli e pipistrelli. I ragni che vivono negli ambienti incontaminati come le foreste, la savana e le praterie, contano per il 95% dell'attività predatoria totale, mentre i ragni delle aree rurali e urbane danno un contributo nettamente inferiore a causa dell'interferenza dell'uomo. Dallo studio emerge anche l'importanza dei ragni nel ruolo di prede: vengono infatti mangiati da quasi 5.000 specie di uccelli e quasi 8.000 specie tra parassiti e predatori specifici.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA