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Unesco, a rischio parco spagnolo Donana patrimonio umanità

Zona umida Andalusia minacciata da dragaggi, pozzi e miniere

Redazione ANSA ROMA

Il parco naturale di Donana in Spagna, una zona umida in Andalusia che ospita 2.000 specie di animali, potrebbe diventare il primo parco europeo a essere dichiarato "in pericolo" dall'Unesco.

La riserva, considerata Patrimonio dell'umanità, ha perso l'80% delle sue fonti di acqua a causa della bonifica di paludi, agricoltura intensiva e inquinamento da parte dell'industria mineraria. L'Unesco (riferisce il quotidiano britannico Guardian) ha reso noto che se il governo spagnolo non vieterà entro il 1/o dicembre tutte le attività industriali e di dragaggio nell'area, la Spagna potrebbe diventare il primo paese europeo dove un parco nazionale viene dichiarato a rischio.

Donana è una distesa di lagune e dune sabbiose vasta 540 chilometri quadrati, e ospita fra gli altri fenicotteri, cavalli selvaggi e la rarissima lince iberica.

Il WWF denuncia che la situazione del parco è diventata critica. A minacciarlo, sostiene la ong, ci sono oltre 1.000 pozzi illegali scavati dai contadini. Il governo spagnolo ha autorizzato la ricerca di gas naturale nei pressi della riserva e progetta di far riaprire la vicina miniera di Aznalcollar, teatro nel '98 del peggior disastro ecologico del paese.

L'autorità portuale di Siviglia vuole dragare il fiume Guadalquivir (che alimenta la zona umida) per permettere l'accesso a portacontainer e navi da crociera entro il 2018.

"Ci auguriamo che il governo spagnolo risponda finalmente alla comunità internazionale - ha commentato la portavoce del WWF Eva Hernandez - dicendo che, in quanto sito patrimonio dell'umanità, ha la responsabilità di fronte al mondo intero di proteggere Donana".

"Doñana non è l'unico caso - commenta in un comunicato il WWF Italia -. Al momento ci sono almeno 12 siti naturali UNESCO in Europa altamente minacciati da attività economiche nocive (tre dei quali in Italia: le isole Eolie, il Delta del Po e la Laguna di Venezia). Tutti sono anche protetti da Uccelli e Habitat dell'Unione Europea (Direttive Natura UE) e fanno parte della rete europea Natura 2000 delle aree protette. La minaccia attuale è un segnale di mancanza di una corretta attuazione della legislazione esistente".

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