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Earth day: ministri Costa e Sharma, tutto il mondo si attivi

"Governi uniscano le forze su sfida a cambiamento climatico"

Redazione ANSA ROMA

"Il mondo si trova oggi di fronte a una sfida straordinaria, quella della Covid-19, che ha causato un impatto devastante in tutto il pianeta" e oggi "l'Earth day, la Giornata della Terra, che compie 50 anni, ci ricorda che lo stesso livello di attenzione globale e di determinazione ci è richiesto per risolvere un'altra grande sfida, quella dei cambiamenti climatici". Per un reale cambiamento, è necessario che "tutto il mondo si attivi, che tutti i governi uniscano le forze contro la crisi climatica e il coronavirus". Così, il ministro dell'Ambiente Sergio Costa e il presidente della Cop 26 (Conferenza sul clima dell'Onu) e sottosegretario alla strategia energetica e industriale del Regno Unito Alok Sharma, in una lettera in esclusiva sul sito Lifegate.

"Lo sconvolgimento dell'economia globale ha lasciato milioni di donne e uomini e migliaia di imprese con un futuro incerto" scrivono i due ministri rilevando che "i nostri destini sono intrinsecamente collegati". "Non potevamo prevedere gli eventi di cui siamo ora testimoni quando, lo scorso settembre, il Regno Unito - in partenariato con l'Italia - riceveva il mandato di organizzare la cruciale conferenza Cop 26 a Glasgow e gli eventi preparatori a Milano: la Pre Cop e Youth 4 climate", prosegue la lettera. Pur se si è dovuto rinviare tutto al prossimo anno, "Italia e Regno Unito continueranno a lavorare instancabilmente per accrescere l'ambizione globale necessaria a contrastare la crisi climatica - assicurano i due ministri - Quando ci riuniremo per la conferenza, avremo bisogno che rappresentanti di tutti i Paesi siano presenti e che decisori, delegati e giovani partecipino da ogni parte del mondo, per renderla il più ambiziosa e inclusiva possibile. Per un reale cambiamento, è necessario che tutto il mondo si attivi".

Di qui alla Cop 26, "verranno avviati sforzi per ricostruire l'economia globale e dobbiamo cogliere le opportunità offerteci dalla tecnologia. Riteniamo che questi sforzi debbano incentrarsi sul sostegno a una ricostruzione verde, inclusiva e resiliente, sviluppando i principi dell'Accordo di Parigi e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Lavoreremo insieme per fare fronte alle sfide, fra di loro connesse, della salute pubblica, dei cambiamenti climatici e della biodiversità". 

I Paesi, esortano Costa e Sharma, "devono impegnarsi a ridurre in misura ambiziosa le emissioni di Co2 e dobbiamo continuare a intensificare l’azione per il clima in tutto il mondo per raggiungere l’obiettivo dell’Accordo di Parigi di limitare l’aumento della temperatura ben al di sotto di 2 gradi centigradi e di perseguire il limite di 1,5 gradi. Questo è importante per la salute globale e per le nostre economie. Piani per il clima credibili e ambiziosi, sotto forma di contributi determinati a livello nazionale (i cosiddetti Ndc), e strategie di lungo periodo per arrivare a zero emissioni nette di gas a effetto serra, sono quindi essenziali. L’Italia in ambito europeo e il Regno Unito sono impegnati a lavorare su Ndc rafforzati. Facciamo appello a ogni Paese affinché agisca e segua l’esempio delle Isole Marshall, del Suriname, della Norvegia e del Cile, attuale presidente della Cop".

Per i due ministri "innovazioni nelle tecnologie per lo stoccaggio di energia, reti elettriche intelligenti ad alta efficienza, veicoli a zero emissioni, edifici eco-compatibili sono alcuni degli strumenti a nostra disposizione. La convenienza economica dell’offerta è chiara. Fonti di energia rinnovabile come il solare e l’eolico sono in molti casi già più economiche del carbone. La prossima settimana prenderemo parte al Dialogo di Petersberg sul clima, che ci vedrà riuniti, insieme agli organizzatori tedeschi, con oltre 30 Paesi per discutere i temi critici dell’azione climatica. In veste di organizzatori della Cop 26 e dei suoi eventi preparatori -anticipano i due ministri - ci impegniamo a mettere al centro le voci di coloro più colpiti dal riscaldamento globale. Ci impegniamo a perseguire una maggiore ambizione a sostegno dei più vulnerabili e a fare sì che questa ambizione si traduca in azione".

Infine, rilevano, "il tempo da qui alla Cop 26 è cruciale. Non appena usciremo dalla crisi della Covid-19, dovremo continuare a sfruttare la collaborazione e l’adesione alla scienza che abbiamo sperimentato nella pandemia per combattere il cambiamento climatico. Per il bene delle persone, delle future generazioni e del pianeta".

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