Amianto, a 38 mila firme petizione ripristino incentivi

Al loro posto pannelli solari. Muroni(LeU), richiesta a Fico

Redazione ANSA ROMA

Ripristinare l'incentivo per chi installa pannelli fotovoltaici sui tetti rimuovendo le coperture in amianto. Questo il senso della petizione on-line #BastaAmianto, che in circa un mese è arrivata a 38 mila firme, lanciata su 'change.org' da Annalisa Corrado, esponente di Green Italia e Possibile, e presentata oggi alla Camera dalla deputata di Liberi e Uguali Rossella Muroni che pensa di portare al presidente della Camera Roberto Fico le firme raccolte, così che possa ricordare ai futuri ministri dello Sviluppo e dell'Ambiente di mettere al centro questo tema, pensando all'ambiente e alla salute.

Le quasi 40 mila sottoscrizioni raccolte dalla petizione #BastaAmianto puntano - viene spiegato - a chiedere di riavere "lo strumento più efficace che sia mai stato attivato per consentire la bonifica di tetti e coperture in amianto. Cioè quello di legare un extra-incentivo per la bonifica della copertura, agli incentivi dedicati a chi produce energia pulita attraverso l'installazione di impianti fotovoltaici". Uno strumento - viene ricordato - con cui "sono stati bonificati oltre 20 milioni di metri quadri di coperture in meno di due anni, realizzando centrali fotovoltaiche diffuse per più di 2.000 MW (Megawatt) di potenza" mentre "la soppressione di questo incentivo ha causato un sostanziale blocco delle bonifiche". Il modo migliore, è stato detto, per reinserire "l'incentivo sarebbe il decreto di incentivazione delle fonti rinnovabili elettriche per il 2018-2020 in fase di concertazione".

"Chiediamo al presidente della Camera Roberto Fico di ricevere le 38.340 firme raccolte da #BastaAmianto in modo che in qualità di presidente della Camera ricordi ai futuri ministri dello Sviluppo economico e dell'Ambiente di agire su questo tema - ha detto Muroni - vorremmo che in questa fase gli scontri tra i partiti per la formazione del Governo riguardassero questi temi, che incrociano sia problemi ambientali e sanitari che economici", dal momento che con la rimozione dell'amianto si "attivano filiere economiche e produttive. La questione ambientale è un tema economico che può dare prospettive e lavoro".

Dopo 25 anni dalla messa al bando dell'amianto, si legge, "la questione è tutt'altro che risolta: nel nostro Paese si stima siano presenti ancora dalle 32 alle 40 milioni di tonnellate d'amianto, tra 1 e 2,5 miliardi di metri quadri di coperture in fibrocemento amianto su capannoni, strutture, edifici pubblici e privati, mentre sono 75.000 gli ettari di territorio in cui c'e' una accertata contaminazione". Inoltre "ci sono migliaia di edifici pubblici, tra scuole ed altre strutture, che ancora ospitano manufatti contenenti amianto". A questo bisogna aggiungere il "grave" delle "morti legate all'esposizione a questo killer silenzioso", che sono "tra le 3 mila e le 6 mila l'anno. E aumenta la percentuale di persone che si ammalano senza aver avuto una esposizione di tipo professionale". Il vicepresidente del Kyoto club, Francesco Ferrant,e ha fatto presente come lasciando fermo il decreto, che potrebbe contenere il ripristino dell'incentivo, "si allunga l'agonia" delle aziende italiane delle rinnovabili e "si allontanano i target da raggiungere a livello internazionale".

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