National Geographic e Sky, concorso contro plastica in mare

Si cercano soluzioni a usa e getta, in palio 1,5 milione dollari

Redazione ANSA ROMA
(ANSA) - ROMA, 11 FEB - National Geographic e Sky Ocean Ventures hanno lanciato un concorso internazionale per cercare soluzioni innovative in grado di affrontare il problema della plastica usa e getta che viene riversata nei mari del mondo. In palio c'è un totale di un milione e mezzo di dollari sotto forma di premi e finanziamenti. Da oggi sono aperte le iscrizioni.

L'Ocean Plastic Innovation Challenge, un concorso della durata di un anno - si legge in una nota - si concentrerà su tre modi strategici di affrontare l'inquinamento da plastica: progettazione di alternative alle plastiche monouso; identificazione di opportunità derivate dalla corretta gestione dei rifiuti da plastica lungo l'intera catena di approvvigionamento e produzione; comunicazione della gravità del problema attraverso la pubblicazione dei dati.

Coloro che vogliono partecipare all'Ocean Plastic Innovation Challenge devono presentare la propria proposta entro l'11 giugno 2019 e a giudicare sarà una commissione di esperti. I gruppi selezionati si sfideranno per aggiudicarsi una parte del milione e mezzo di dollari in palio. I nomi dei vincitori verranno annunciati a dicembre 2019.

Commentando il lancio del concorso, Frederic Michel, direttore di gruppo Impact Investment e Sky Ocean venture, ha ricordato che "ogni 60 secondi, un camion di rifiuti di plastica viene scaricato nei nostri oceani, distruggendo l'ambiente e uccidendo la fauna selvatica. Sky e National Geographic hanno l'opportunità e le risorse per contribuire a invertire la rotta limitando i danni e a incentivare le soluzioni".

"L'Ocean Plastic Innovation Challenge rappresenta un'opportunità enorme per dar vita a una comunità internazionale di problem solver - innovatori, scienziati, ricercatori, storyteller e altre menti creative - che desiderano dare il proprio contributo in idee per arginare la marea dell'inquinamento da plastica", ha dichiarato Jonathan Baillie, vicepresidente esecutivo e Chief Scientist della National Geographic Society.(ANSA).

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