Ministro francese, chiazza di 20 km ma fuga di idrocarburi sotto controllo

Anche l'Italia partecipa alle operazioni anti-inquinamento

Redazione ANSA

E' sotto controllo la fuga di idrocarburi dopo lo scontro vicino alla Corsica tra due imbarcazioni, una tunisina e l'altra cipriota, ieri pomeriggio, ha detto il ministro francese per la Transizione Ecologica, Francois De Rugy che si recherà prossimamente sul posto. Per aspirare la chiazza di carburante estesa su 20 km, sono state mobilitate imbarcazioni di Italia e Francia. Le operazioni anti-inquinamento dureranno ancora diversi giorni.

"Al momento si evidenzia una sostanziale stazionarietà del carburante presente in mare rispetto al punto di rilascio" sottolinea l'assessore all'ambiente della Regione Liguria, Giacomo Giampedrone, che - a seguito della collisione avvenuta a nord di capo Corso fra la portacontainer Cls Virginia e il traghetto Roro Ulysse della Ctn - si è attivato attraverso l'Agenzia regionale di protezione ambientale per fornire "una specifica modellistica che simula il comportamento della macchia inquinante in mare".

"Abbiamo messo a punto una simulazione basata su dati geografici, meteo marini e previsionali per capire al meglio il comportamento della macchia e i suoi spostamenti" aggiunge l'assessore Giampedrone. "Attraverso i tecnici dell'Agenzia - ha concluso - continueremo ad effettuare il monitoraggio della situazione e verificare le eventuali ricadute e avvicinamenti alla costa".

Commissione Ue: 'Seguiamo sviluppi' - La Commissione europea segue e monitora la vicenda. "Siamo informati della collisione e insieme all'Agenzia europea per la sicurezza marittima stiamo monitorando gli sviluppi, in particolare per quanto riguarda la pulizia della marea nera", ha affermato un portavoce dell'esecutivo comunitario, e "siamo in contatto con le autorità italiane". Il portavoce ha quindi ricordato che "non sono stati segnalati feriti né vittime".

E' in corso da parte di una delle imbarcazioni italiane il recupero del materiale inquinante fuoriuscito da una delle due navi, rende noto la Guardia Costiera italiana che, sotto il coordinamento delle autorità francesi, sta partecipando alle attività di messa in sicurezza del tratto di mare dove si è verificato l'incidente. Del recupero si sta occupando uno dei tre mezzi antinquinamento della Castalia, la società convenzionata con il ministero dell'Ambiente. Continua inoltre il monitoraggio della zona da parte dei mezzi aerei e navali della Guardia Costiera e sono stati acquisiti anche una serie di elementi di carattere tecnico sulle due unità coinvolte nell'incidente.

Greenpeace: 'Tutelare Santuario dei cetacei' - Introdurre norme "precise sulla protezione e sulla tutela del Santuario dei Cetacei è una scelta non più rinviabile". Lo chiede il direttore delle Campagne di Greenpeace Italia, Alessandro Giannì, dopo l'incidente fra due navi nelle acque a nord della Corsica, "in pieno Santuario internazionale dei Cetacei" (il triangolo di mare racchiuso tra Nord della Sardegna, Corsica, Toscana e Liguria, fin quasi a Tolone, in Francia) dove "sono stati osservati sia la balenottera comune che il capodoglio". "Le nostre preoccupazioni si sono avverate" afferma Giannì, osservando che l'incidente è avvenuto "tra imbarcazioni che dovrebbero esser dotate delle migliori tecnologie e in condizioni meteorologiche assolutamente ideali. In attesa dei risultati dell'indagine che deve accertare le responsabilità, ora possiamo solo sperare che le delicatissime procedure per disincastrare le due navi riescano ad evitare ulteriori dispersioni di combustibile in mare e, soprattutto, l'affondamento della portacontainer". Il momento più delicato sarà quando si dovranno separare le due navi, osserva Greenpeace in una nota, "a quel punto si potrebbero verificare importanti sversamenti di idrocarburi che sarà necessario arginare. Si tratta del combustibile navale (in particolare della portacontainer cipriota) che usualmente contiene elevati quantitativi di sostanze tossiche e cancerogene (Idrocarburi Policiclici Aromatici e altro). Questo incidente, purtroppo, conferma la vulnerabilità dell'area, soggetta a intenso traffico navale e funestata da ripetuti incidenti. Purtroppo, gli allarmi lanciati da Greenpeace e da molti altri sono rimasti inascoltati e ben pochi passi avanti si sono fatti per garantire la sicurezza dei trasporti nel Santuario". Greenpeace ricorda infine che si batte da anni affinché il Santuario dei Cetacei "sia protetto sul serio e non solo sulla carta" e auspica "che questo ennesimo incidente non si riveli l'ennesimo disastro ambientale prevedibile".

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