Eni: avanti decarbonizzazione, progetto eolico in Kazakhstan

Si aggiudica gara in joint venture con General Electric

Redazione ANSA ROMA

Eni, tramite la consociata ArmWind, joint venture con General Electric, si è aggiudicata un progetto eolico da 48MW come risultato di un'asta per un impianto nel Kazakhstan settentrionale. Il progetto, spiega ili gruppo in una nota, è situato in prossimità di Badamsha nella regione di Aktobe, e rappresenta l'ampliamento di Badamsha 1, parco eolico da 48MW attualmente in costruzione, il primo investimento eolico su larga scala di Eni.
    "Questo nuovo progetto, - si legge nel comunicato - rappresenta per Eni un ulteriore traguardo nella strategia globale di decarbonizzazione ed è parte del percorso di trasformazione, iniziato nel 2014, grazie allo sviluppo di energie rinnovabili e all'economia circolare".   

Petrolio e gas "insieme rappresentano ancora il 54% dei consumi energetici mondiali. Siamo preoccupati per i rischi di un'escalation nel Golfo Persico. La cosa che più colpisce è l'entità del danno, e come sia stato possibile sferrare un colpo così micidiale a infrastrutture strategiche" afferma l'amministratore delegato dell'Eni, Claudio Descalzi, in un'intervista a Repubblica in cui spiega che più dell'aumento del prezzo del greggio, la preoccupazione "è politica, guarda all'energia ma soprattutto alla pace. Dobbiamo augurarci che le reazioni rimangano nell'ambito diplomatico e delle sanzioni". Tornando strettamente al tema del clima e delle emissioni, l'ad ricorda che come Eni "abbiamo una storia e un profilo legato agli idrocarburi, però di strada ne abbiamo già fatta. Fino a cinque anni fa producevamo 65 milioni di tonnellate di CO2 con petrolio e gas, oggi siamo già scesi a 38 milioni. L'Eni è cambiata molte volte e siamo dentro una nuova trasformazione. Non bisogna usare un approccio ideologico, considerarci il nemico assoluto". Carbone, petrolio e gas "sono tutte energie fossili, però il livello delle emissioni è molto diverso, dal primo al terzo si va in ordine decrescente. Il gas produce metà CO2 del carbone", spiega Descalzi. E aggiunge che il carbone continua ad avere un ruolo rilevante, "pesa per il 38% della produzione di energia mondiale ma per il 77% delle emissioni. Inoltre immette nell'atmosfera che respiriamo biossidi e polveri sottili". Il gas, invece, "ha un ruolo essenziale nella transizione verso le rinnovabili, visto che consente una riduzione sostanziale di emissioni". A New York, conclude, "abbiamo anche firmato la Global Methane Alliance per abbattere le cosiddette emissioni fuggitive, la CO2 che si perde nella catena di trasporto".

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