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Fao: agricoltura prima vittima calamità, da meteo a Covid

Settore assorbe il 63% delle conseguenze dei disastri naturali

Redazione ANSA ROMA
(ANSA) - ROMA, 18 MAR - È l'agricoltura il settore su cui si riversa la maggior parte delle perdite economiche e dei danni causati dalle calamità, triplicate negli ultimi 50 anni per frequenza, intensità e complessità; dagli incendi agli eventi meteorologici estremi, dagli sciami di locuste alla pandemia Covid. Lo rivela un nuovo rapporto della Fao, secondo il quale l'agricoltura assorbe da sola il 63% delle conseguenze dei disastri naturali, dove sono i paesi meno sviluppati e a reddito medio-basso quelli a sostenerne l'urto maggiore. Si tratta di emergenze che non solo mietono vittime, ma distruggono anche i mezzi di sussistenza agricoli e hanno ripercussioni economiche negative a livello di singole famiglie, comunità, nonché sul piano nazionale e regionale.

Secondo il rapporto, tra il 2008 e il 2018 le calamità naturali sono costate ai settori agricoli delle economie dei paesi in via di sviluppo oltre 108 miliardi di dollari in termini di danni o perdite a livello di produzione agricola e animale. I danni possono essere particolarmente deleteri per la sopravvivenza dei piccoli produttori e degli agricoltori, pastori e pescatori di sussistenza. Nel periodo analizzato, la regione più colpita è stata l'Asia, che ha subito perdite economiche pari a 49 miliardi di dollari, seguita dall'Africa (30 miliardi) e da America Latina e Caraibi (29 miliardi). "Il caos creato dalla pandemia può gettare altre famiglie e comunità in difficoltà ancora più serie,", ammonisce il Direttore generale, Qu Dongyu, nell'introduzione del rapporto, "le calamità generano un impatto diffuso, la cui dinamica può essere valutata e compresa meglio soltanto con azioni immediate, che consentiranno di ridurne e gestirne gli esiti con modalità integrate e innovative". (ANSA).

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