Clima: Legambiente, stop a uso carbone nel 2040 si può

Studio, il Piano nazionale del governo è poco ambizioso

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 3 DIC - Anticipare di dieci anni la completa decarbonizzazione dell'economia italiana, quindi entro il 2040, è una sfida possibile. Lo afferma lo studio realizzato da Elemens per Legambiente e presentato oggi a Roma spiegando che "quello che serve è un drastico cambio di passo rispetto all'attuale Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (Pniec) proposto dal governo" che è "poco ambizioso negli obiettivi": una riduzione delle emissioni al 2030 di solo il 37%, al di sotto del traguardo europeo fissato al 40%, e con una proiezione al 2050 di appena il 64%, rileva Legambiente.

Secondo lo studio, "l'Italia avrebbe tutto da guadagnare, nella riduzione di importazioni e consumi di petrolio e gas, anticipando entro il 2030 un taglio delle emissioni climalteranti del 60% e arrivare al 2040 a zero emissioni. Per farlo è indispensabile definire una nuova roadmap della decarbonizzazione misure coraggiose e praticabili nell'efficienza energetica, nei trasporti, nell'industria e nel settore civile".

Legambiente afferma che "incredibilmente il nuovo Esecutivo non vuole rivedere" il Pniec che prevede "una riduzione delle emissioni al 2030 di solo il 37%, al di sotto del traguardo europeo fissato al 40%, e con una proiezione al 2050 di appena il 64%". Mentre un Piano più ambizioso può creare "occupazione" - sono stimati 640mila nuovi addetti - e "vantaggi tangibili per l'ambiente, l'innovazione, la qualità della vita e l'economia". Lo studio - presentato nella giornata di apertura del XII Forum Qualenergia organizzato a Roma dall'associazione ambientalista, dall'editoriale Nuova Ecologia, dal Kyoto Club, in partenariato con Cobat - sviluppa due scenari: zero@2040 e zero@2050. Il primo, più virtuoso, consente una riduzione delle emissioni del 60% già entro il 2030 ed emissioni nette zero al 2040 anticipando, così, gli impegni di riduzione delle emissioni secondo quanto previsto dall'Accordo di Parigi per i paesi industrializzati; il secondo prevede emissioni nette zero nel 2050, secondo quanto previsto dalla Strategia climatica europea di lungo termine proposta dalla Commissione Europea. In entrambi i casi l'obiettivo si raggiunge grazie anche al contributo degli assorbimenti di CO2 del settore forestale.

Per raggiungere la decarbonizzazione zero nel 2040, spiega Legambiente, "è indispensabile accelerare in otto campi di azione descritti nello studio: semplificare le autorizzazioni, aprire alle comunità energetiche e all'integrazione del fotovoltaico in agricoltura, spingere sistemi di accumulo, efficienza energetica, elettrificazione delle città, potenziare reti e interconnessioni, spingere il biometano e l'eolico galleggiante". Quindi, serve dare "un massiccio impulso all'efficienza energetica, incrementare l'uso delle rinnovabili in tutti i settori, soprattutto nel mix elettrico e far decollare l'elettrico nel settore trasporti". Occorre prevedere, poi, una cabina di regia per il coordinamento e la verifica. "Non esistono ragioni tecniche o economiche per rinviare ancora le scelte per uno scenario davvero ambizioso", ha detto Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente.

 

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