Cop21: Costa a contestatori, parliamo per agire nel concreto

Se non si negozia tra Paesi non si arriva a decisioni

Redazione ANSA NAPOLI

NAPOLI - "La dichiarazione di Napoli al termine della Cop 21 segnerà proprio il percorso delle cose da fare. Si parla per arrivare a fatti concreti". Lo ha detto il ministro dell'ambiente Sergio Costa rispondendo ai giovani del Fridays For Future di Napoli che stamattina hanno contestato l'apertura della Cop 21 a Napoli chiedendo uno "Stop talking", per passare dalle parole ai fatti. "Se non si negozia tra Paesi - ha detto Costa - non si arriva a decisioni su chi fa cosa, il dialogo è la base. Noi per la prima volta abbiamo inserito i giovani strutturalmente nel percorso: il mese scorso abbiamo fatto la conferenza dei giovani della Cop 21 che sono venuti da tutti i Paesi del Mediterraneo e oggi sul palco ci saranno due giovani che rappresentano la carta dei giovani per il Med. Senza dialogo le cose da fare non si possono definire".

Costa, Cop 21 per tutela biodiversità e crescita
"Da oggi a Napoli la Cop 21 dei Paesi del Mediterraneo affronterà i tre temi che abbiamo posto al centro dell'agenda per i prossimi due anni: lotta all'inquinamento, blue economy e tutela della biodiversità". Così il ministro dell'Ambiente Sergio Costa ha aperto oggi la Cop 21 di Napoli.

"Avremo la presidenza della Cop 21 per due anni - ha aggiunto Costa - e partiamo da temi fondamentali per il Mediterraneo che è il mare con maggiore ricchezza di biodiversità ma è anche un mare piccolo, questo vuol dire molto perché con i cambiamenti climatici la temperatura si alza e la biodiversità ne risente. Alla fine di queste quattro giornate firmeremo la carta di Napoli che si concentrerà sulla tutela del mare ma anche sulla blue economy, in un Mediterraneo che entro il 2030 raccoglierà 500 milioni di turisti ed è teatro di un commercio marittimo che nello stesso lasso di tempo crescerà del 70%".

Costa ha sottolineato che "coniugare i due aspetti è possibile se i Paesi decidono insieme le priorità, dalle emissioni in atmosfera alle aree marine protette nazionali e transnazionali, perché bisogna cominciare a lavorare su più nazioni contemporaneamente ricordandoci che dove c'è maggior tutela ambientale c'è anche sviluppo economico. In questi giorni incontriamo anche imprenditori italiani e internazionali che vogliono partecipare a questo cambiamento. La Ue ci crede molto e questi giorni segneranno una svolta. Significa iniziare un percorso ed è un bel segnale per l'Italia che Onu lo abbia voluto fare qui". 

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