Nel mondo ci sono 79 eco-guerre, anche per siccità in Siria

Bianchi (Pd), accordo forte anche contro terrorismo

Redazione ANSA

Nel mondo sono in corso 79 conflitti per cause ambientali, di questi 19 vengono considerati di ''massima intensità''; dal dopoguerra ad oggi sono stati 111 gli eco-conflitti. Ci sono 1,4 miliardi di persone che vivono in aree sottoposte a stress idrico. Non solo. Per il futuro sono previsti 250 milioni di rifugiati ambientali al 2050. Questi sono alcuni degli effetti dei cambiamenti climatici considerati sempre di più come un ''moltiplicatore di minaccia'' per la sicurezza globale. Ed è di questo che si è parlato in un convegno, 'La sfida del clima per la sicurezza e la pace', organizzato alla Camera dall'intergruppo bicamerale per il clima Globe Italia, in occasione del vertice Onu sui cambiamenti climatici in corso a Parigi.

E, per esempio tra i conflitti ambientali, c'è anche la guerra civile in Siria, ''dove tra il 2006 e il 2011 si è avuta la siccità più lunga e la perdita di raccolti più grave mai registrate; su 22 milioni di abitanti, oltre un milione e mezzo è stato colpito dalla desertificazione, che ha provocato massicce migrazioni''. Ma altri esempi sono ''le guerre per lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi che hanno distrutto gli ecosistemi in Nigeria, o la guerra civile in Darfur'' per ''l'accesso alle risorse idriche''.

''Raggiungere un accordo forte e inclusivo alla Cop21 a Parigi che contenga il riscaldamento globale entro i 2 gradi, o meglio ancora entro 1,5 gradi - osserva Stella Bianchi, deputata del Pd e presidente dell'intergruppo Globe Italia - vuol dire anche combattere il terrorismo. Ogni successo che otteniamo nel ridurre il riscaldamento globale è un passo avanti per disinnescare conflitti violenti. A Parigi dobbiamo segnare l'inizio di un nuovo modello di sviluppo per un mondo più giusto e più sicuro. La conferenza Onu di Parigi - conclude Bianchi - è di fatto anche una straordinaria conferenza di pace''.

Gentiloni, sfida vertice Parigi anche sicurezza Pianeta
''La sfida contro il riscaldamento del Pianeta che siamo chiamati a raccogliere in questi giorni, nello straordinario appuntamento della Cop21 a Parigi, è anche una sfida per la sicurezza globale''. Questo il contenuto di un messaggio che il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha inviato all'iniziativa di Globe Italia. Il ministro cita per esempio la siccità in Siria. ''La mancanza di risorse e di mezzi di sostentamento e le catastrofi ambientali - aggiunge - costituiscono dei potenziali moltiplicatori di conflitti e un terreno favorevole per il terrorismo. Basti pensare alla Siria, dove la siccità che si è abbattuta sul Paese tra il 2006 e il 2011, provocando delle massicce migrazioni interne, è considerata una delle cause della guerra civile''. ''Sappiamo che non sarà facile mettere d'accordo 200 stati ma è necessario, finalmente, passare dalla logica di Kyoto, che riguardava solo un gruppo Paesi, ad un vincolo che impegni l'intera comunità internazionale''.

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