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Piano lupo in Conferenza Stato Regioni: ong, no a uccisioni

Ministero, nuova versione è frutto mediazione

Redazione ANSA ROMA

"In occasione della conferenza Stato Regioni del 6 dicembre - in cui improvvisamente si è deciso di discutere del Piano Lupo - manifestiamo la vivissima contrarietà a qualsiasi proposta di poter concedere 'abbattimenti' in qualsiasi forma e modalità, oggi come negli anni a venire". Questo il duro commento delle associazioni associazioni Enpa, Italia Nostra, Lac, Lav e Lipu, che promettono una dura battaglia "con ogni mezzo possibile".

"Una autorizzazione del genere sarebbe del tutto inaccettabile e significherebbe cedere al ricatto di chi, in violazione della legge, ha già crudelmente ucciso, decapitato, impiccato lupi per ottenere proprio una legalizzazione di tali delitti - scrivono le associazioni -. I cittadini, in milioni, hanno già espresso la propria netta contrarietà alle uccisioni, ma queste sono duramente condannate anche dal mondo scientifico - che le ha definite dannose e controproducenti - e anche dalle Regioni stesse, che si sono in passato espresse contro".

"Non si comprende - concludono le ong - perché il Ministro Galletti - il quale continua a non voler coinvolgere né rispondere alle associazioni - voglia investire milioni di euro per contare i lupi, mentre dovrebbe finanziare le misure di prevenzione - vigilanza, guardiania con l'ausilio di cani, recinzioni fisse e mobili - che, se fossero obbligatoriamente applicate, tutelerebbero anche gli animali da allevamento, risolvendo qualsiasi conflitto".

La nuova stesura del Piano per il lupo "è il frutto di un intenso lavoro di mediazione del ministero, che ha accolto larga parte delle richieste pervenute dalle Regioni" afferma il ministero dell'Ambiente rilevando che "non approvare il piano significa mantenere una situazione di stallo rispetto alle problematiche territoriali e questo non fa che peggiorare la situazione sul territorio".

Il testo che andrà in discussione in conferenza Stato-Regioni, spiega il ministero, "prevede la sospensione per due anni della decisione sulla possibilità del ricorso alle deroghe per il prelevamento dei lupi. Altra novità è il coordinamento nazionale per le azioni di monitoraggio della specie, su cui il ministero impegnerà un milione e mezzo di euro fino al 2020. L'obiettivo è arrivare quanto prima a dotare il Paese delle 22 azioni contenute nel piano, scritte dai massimi scienziati ed esperti in materia". Il piano per il lupo, conclude il ministero, "è necessario alla salvaguardia della specie dal fenomeno del bracconaggio e a migliorare attraverso un percorso per fasi la convivenza tra uomo e lupo".

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