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Salvato e rimesso in libertà il grifone Martin

Recuperato in fin di vita lo scorso 27 luglio in Baviera

Redazione ANSA

Martin ha guadagnato nuovamente la strada delle montagne dopo aver trascorso poco più di un mese tra la quarantena dell’Alpenzoo Innsbruck e la voliera della Riserva Regionale del Lago di Cornino. Recuperato in fin di vita lo scorso 27 luglio in Baviera, il giovane grifone è stato rilasciato ieri pomeriggio nei pressi dell’unico carnaio dell’arco alpino d’Italia, in Friuli Venezia Giulia. Ora è tornato a far parte di quella popolazione selvatica di avvoltoi che negli ultimi 20 anni ha visto consumarsi un vero e proprio massacro per diretta azione dell’uomo, tanto da classificare questa specie in Italia come “criticamente minacciata” d’estinzione. E proprio ieri, nel giorno del suo rilascio in natura, si è celebrata in tutto il Mondo la Giornata Internazionale degli Avvoltoi.




“Martin è un giovane grifone nato lo scorso anno - spiega Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del Parco Natura Viva di Bussolengo, partner del progetto di conservazione “Osservati Speciali” - e come tutti i grifoni, è un necrofago. E’ ribattezzato “lo spazzino della natura” per il suo ruolo ecosistemico di rimozione delle carcasse e adesso, grazie al suo anello identificativo, potremo monitorarne i futuri spostamenti. Non sappiamo quali rotte vorrà seguire F83 - il nome di Martin per la scienza - ma forse si unirà agli altri esemplari che individuano nel carnaio del Lago di Cornino un vero e proprio “punto di ristoro” durante gli spostamenti tra la Spagna e le regioni dei Balcani”. Il carnaio del Lago di Cornino fu allestito dallo staff del progetto “Osservati Speciali” negli anni ’90, quando già si cominciava comprendere che fosse necessario aiutare la vitalità delle popolazioni di questa specie, minacciate da avvelenamenti, scarsità di cibo, sottrazione dell’habitat e disturbo antropico. “Rifornito con carcasse di animali selvatici rinvenute a seguito di incidenti stradali o deceduti negli allevamenti della zona - precisa Fulvio Genero, responsabile scientifico del progetto - oggi questo luogo ha ricreato un ponte naturale tra le popolazioni di grifoni che vivono in Europa. Il mese scorso, grazie alle telecamere che riprendono 24 ore al giorno il punto di alimentazione, abbiamo contato 277 esemplari, alcuni provenienti anche da Israele. Ma non sarà abbastanza, finchè non si comprenderà che dalla salute degli habitat naturali dipende anche la nostra salute”.

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