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Giornata Acqua: spugna Iit estrae acqua potabile da mare

E dall'umidità dell'aria, creata in grafite espansa

Redazione ANSA GENOVA
(ANSA) - GENOVA, 22 MAR - Un team di ricercatori guidato da Despina Fragouli del gruppo Smart Materials dell'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova ha creato una spugna multistrato contenente grafite espansa in grado di rendere potabile l'acqua di mare e di recuperare acqua dall'umidità dell'aria grazie all'energia solare. Il lavoro, pubblicato sulla rivista scientifica internazionale 'ACS Applied Materials & Interfaces' potrebbe rappresentare una soluzione a basso costo alla carenza globale di acqua dolce. Lo annuncia l'Iit in una nota nella Giornata Mondiale dell'acqua.

Le Nazioni Unite hanno stimato che nel mondo circa 2 miliardi di persone devono confrontarsi con la carenza di acqua potabile e che questo numero nei prossimi 10 anni potrebbe raddoppiare.

Potenziali fonti di approvvigionamento di acqua dolce sono la desalinizzazione dell'acqua di mare - circa il 96,5% dell'acqua sulla Terra - e l'umidità atmosferica, che contiene circa 13000 km3 di acqua dolce, il 98% dei quali è vapore mentre il 2% è in fase condensata (cioè nuvole e nebbia).

In questo contesto i ricercatori IIT hanno realizzato una nuova spugna superleggera e galleggiante che rientra nella categoria dei materiali fototermici - che si riscaldano grazie alla luce del sole - che riesce ad assorbire grandi quantità di acqua e successivamente recuperarla tramite evaporazione velocemente e a partire da una temperatura di circa 29°C raggiungibile grazie al solo riscaldamento solare. Il nuovo materiale, grazie alle sue caratteristiche, utilizzando l'energia potenziale della luce del sole genera acqua potabile a partire da acqua di mare e umidità atmosferica senza l'utilizzo di fonti energetiche aggiuntive.

La spugna, chiamata Hepf (hydrophilically enhanced photothermal foam), può essere usata per cicli multipli di idratazione/disidratazione e un solo grammo può raccogliere fino a circa 2 g di acqua in un ciclo. Inoltre, se messa in contatto con acqua di mare riesce a rimuovere fino al 99,99% dei sali presenti, rendendo così l'acqua adatta ad essere bevuta. (ANSA).

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