Debutto del Consiglio tecnologia e commercio a Pittsburg

Cooperazione in particolare contro l'ascesa della Cina come superpotenza tecnologica

Redazione ANSA

Prove di disgelo tra Usa e Ue dopo la crisi dei sottomarini, con il debutto a Pittsburgh del Consiglio bilaterale per il commercio e la tecnologia, un'iniziativa transatlantica per affrontare le sfide comuni nel settore facendo fronte comune contro la superpotenza cinese. Dal comunicato finale è emersa la volontà di cooperare in cinque aree creando una decina di gruppi di lavoro: il controllo dell'export (in particolare quello delle tecnologie a duplice uso, civile e militare, come la cybersorveglianza), l'analisi degli investimenti diretti stranieri, la sicurezza delle catene di fornitura, in particolare per i semiconduttori, gli standard tecnologici, compresa l'intelligenza artificiale (nel rispetto dei diritti umani), e le sfide globali commerciali, con l'impegno a difendersi da "pratiche commerciali inique, in particolare quelle attuate da economie non di mercato che stanno minando il sistema commerciale mondiale". Un implicito riferimento alla Cina, che però non viene mai nominata.

"Intendiamo collaborare per promuovere una crescita economica condivisa che favorisca i lavoratori su entrambe le sponde dell'Atlantico, incrementi il commercio e gli investimenti transatlantici, combatta la crisi climatica, protegga l'ambiente, promuova i diritti dei lavoratori, combatta il lavoro minorile e forzato, espanda catene di fornitura resilienti e sostenibili ed allarghi la cooperazione sulle tecnologie critiche ed emergenti", si legge nel testo.

Simbolico il luogo del vertice, il Mill 19, un ex deposito di munizioni della seconda guerra mondiale diventato un tempio della robotica nella storica ex capitale siderurgica della Pennsylvania, ormai riconvertita in città tech. Di altissimo livello le delegazioni: gli Usa con il capo della diplomazia Antony Blinken, la segretaria al commercio Gina Raimondo e il rappresentante per il commercio Katherine Tai, Bruxelles con i vicepresidenti della Commissione Margrethe Vestager (concorrenza) e Valdis Dombrovskis (commercio). Il presidente Joe Biden aveva segnalato sin dall'inizio il suo desiderio di rilanciare le relazioni con il vecchio continente (compromesse da Donald Trump) sotterrando l'ascia di guerra sulla vecchia controversia Boeing-Airbus. Ma il caotico ritiro dall' Afghanistan e la crisi dei sottomarini con Parigi legata al nuovo patto di sicurezza con Australia e Gran Bretagna all'insaputa degli europei hanno rimesso in discussione la sua volontà di collaborare. Tanto che la Francia ha tentato di rinviare il summit di Pittsburgh, prima della telefonata distensiva tra Biden ed Emmanuel Macron, che si incontreranno personalmente in ottobre in Europa per stemperare ulteriormente le tensioni.

Anche se è solo il primo di numerosi incontri, quello in Pennsylvania definisce il futuro tono della cooperazione, in particolare contro l'ascesa della Cina come superpotenza tecnologica, per ridurre la dipendenza occidentale dalle forniture del Dragone, a partire da quella dei semiconduttori. "Una questione di sovranità", ha già ammonito la presidente della commissione Ursula von der Leyen. Ma americani ed europei per ora non sono sulla stessa linea. Gli Usa vedono il consiglio bilaterale come una opportunità per mettere apertamente nel mirino Pechino, creando standard comuni su commercio e tecnologia. La Ue invece preferisce evitare di trasformarla in un bersaglio aperto, anche per gli speciali rapporti economici di alcuni Paesi con la Cina, come la Germania e la Francia. Pechino ha preso nota delle divisioni: alla vigilia del summit Usa-Ue il ministro degli esteri Wang Yi ha suggerito che anche Bruxelles e Pechino tengano colloqui ad alto livello su commercio e tecnologia, apprezzando la Ue per non abbracciare la "nuova guerra fredda" degli Stati Uniti contro la Cina. Altri punti di difficile soluzione sono come affrontare lo strapotere di Big Tech online e la regolamentazione dell'intelligenza artificiale: finché non ci sarà chiarezza sulle norme a livello domestico i negoziatori americani ed europei non potranno assumere impegni internazionali reciproci. 

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