Rossi, governo coinvolga Regioni e Comuni a partire da efficienza edifici

Il componente del CoR, senza territori non c'è riqualificazione. Vestager apre a revisione aiuti Stato

Redazione ANSA

"L’Europa sta facendo la sua parte, sta ai governi evitare comportamenti gravi, come quello del nostro precedente esecutivo con lo scarso coinvolgimento delle regioni e degli enti locali nell’impiego dei fondi per la ripresa e le ristrutturazioni edilizie". Parla chiaro e diretto Enrico Rossi, già presidente della Regione Toscana dal 2010 al 2020.

Oggi assessore Comunale allo Sviluppo economico al Comune di Signa, in provincia di Firenze, e Vicepresidente del Gruppo socialista al Comitato europeo delle Regioni (CoR), Rossi è il relatore del CoR per la Renovation wave, la strategia Ue per la riqualificazione energetica degli edifici. Operazione “impossibile da realizzare in modo efficace senza il contributo di Regioni ed enti locali", afferma.

“Si tratta di investimenti essenziali – chiarisce – perché non hanno ritorni solo in termini di risparmi sulle bollette future, ma anche di sviluppo locale e occupazione”. “Il bonus o un aiuto al privato – prosegue – sono cose buone ma hanno un impatto limitato, gli investimenti nella riqualificazione energetica degli edifici invece creano economia”.

“Il primo appello che faccio è a livello nazionale – aggiunge – che il nuovo governo trovi un modo per coinvolgerci di più". "In primo luogo perché le Regioni e gli enti locali possono programmare meglio - continua - e poi anche perché sono spesso proprietari di immobili, come ospedali, case popolari e scuole”.

Il secondo appello di Rossi è all’Ue. “Con il fondo per la ripresa e con la strategia sugli edifici l’Ue ha fatto cose straordinarie – è la sua analisi – ma è lecito chiedere di superare le rigidità sugli aiuti di Stato, anche per consentire ai comuni di intervenire quando sono obbligati a farlo”.

In settimana la vicepresidente della Commissione europea Margrethe Vestager ha ribadito che sta preparando una proposta per aggiornare le norme sugli aiuti di Stato per l'energia, l'ambiente e gli aiuti allo sviluppo regionale. Poi c’è un dato politico più generale, con la Commissione europea che ha fatto “un passo indietro nel rapporto con le Regioni”, dice Rossi.

“Con l’allargamento dell’Ue – spiega – il luogo di discussione e di decisione è diventato sempre più il Consiglio europeo, dove si riuniscono i capi di Stato, a spese dell’Europarlamento e del CoR. Una logica nazionalista che si è vista all’opera sul bilancio Ue, con un dibattito tutto basato sui contributi nazionali al bilancio, nei fatti rimasto bloccato ai livelli di Delors".

"Il Covid ha dato una scossa, ora i fondi per l’Italia sono cospicui anche perché le viene riconosciuta la necessità di aumentare gli investimenti – conclude – ma pensare che in un paese come il nostro la gestione di questa trasformazione possa avvenire solo a livello centrale è quanto meno velleitario”.

 

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