/ricerca/ansait/search.shtml?tag=
Mostra meno

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.

Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy.

Puoi leggere tutti i titoli di ANSA.it
e 10 contenuti ogni 30 giorni
a €16,99/anno

  • Servizio equivalente a quello accessibile prestando il consenso ai cookie di profilazione pubblicitaria e tracciamento
  • Durata annuale (senza rinnovo automatico)
  • Un pop-up ti avvertirà che hai raggiunto i contenuti consentiti in 30 giorni (potrai continuare a vedere tutti i titoli del sito, ma per aprire altri contenuti dovrai attendere il successivo periodo di 30 giorni)
  • Pubblicità presente ma non profilata o gestibile mediante il pannello delle preferenze
  • Iscrizione alle Newsletter tematiche curate dalle redazioni ANSA.


Per accedere senza limiti a tutti i contenuti di ANSA.it

Scegli il piano di abbonamento più adatto alle tue esigenze.

Spesa R&I in diminuzione, rischio per competitività tecnologie pulite

Spesa R&I in diminuzione, rischio per competitività tecnologie pulite

Rapporto Commissione: da compagnie gas e petrolio investimenti più alti

15 ottobre 2020, 17:57

Redazione ANSA

ANSACheck

Batteri fotosintetici riescono a ottenere energia pulita dai liquami - RIPRODUZIONE RISERVATA

Le energie pulite sono un settore in crescita sostenuta in Europa, ma a forte rischio di arresto di sviluppo per mancanza di investimenti in ricerca. Sono le conclusioni del primo rapporto sulla competitività delle energie pulite in Europa, della Commissione europea. Il documento si concentra su eolico, in particolare offshore, solare, stoccaggio di energia e batterie, capacità di utilizzare l'elettricità nei trasporti e nell'industria, soprattutto attraverso batterie e idrogeno, e reti intelligenti. Le conclusioni descrivono un settore in crescita, che supera le fonti di energia convenzionali per valore aggiunto, occupazione e lavoro produttivo.

Al tempo stesso, però, stanno diminuendo gli investimenti pubblici e privati in ricerca e innovazione (R&I) con prospettive non rosee sullo sviluppo di tecnologie chiave. Inoltre, il settore energetico non investe molto in R&I rispetto ad altri settori e, nel suo ambito, sono le compagnie petrolifere e del gas a investire di più in tecnologie del futuro.

Il divario di investimenti, prosegue l’analisi, è dovuto alla grande capacità dell'Ue di creare un mercato interno forte (obiettivi per la riduzione delle emissioni di CO2, efficienza energetica ed energie rinnovabili) che si scontra con un deficit di interventi su alcune caratteristiche del mercato dell'energia (in particolare l'elevata intensità di capitale, i lunghi cicli di investimento, le nuove dinamiche di mercato, insieme a un basso tasso di ritorno sull'investimento), rendendo difficile attrarre livelli sufficienti di investimenti in questo settore, il che influisce sul suo capacità di innovare.

L'esperienza del fotovoltaico, con l'Europa apripista di mercato ma perdente sul fronte tecnologico, rischia di ripetersi senza "politiche per sostenere la capacità dell'industria dell'Ue di rispondere" alla domanda creata con i target.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Da non perdere

Condividi

O utilizza

ANSA Corporate

Se è una notizia,
è un’ANSA.

Raccogliamo, pubblichiamo e distribuiamo informazione giornalistica dal 1945 con sedi in Italia e nel mondo. Approfondisci i nostri servizi.