Studio in Ue, 250mila riders non potrebbero accedere al lavoro su piattaforma se ci fosse meno flessibilità

Sondaggio Copenhagen Economics, 67% non vuole cambi alla policy

Redazione ANSA

BRUXELLES - Un sondaggio, pubblicato da Copenhagen Economics per conto di Delivery Platforms Europe, e condotto tra più di 16.000 rider in 24 Paesi europei rivela che la grande maggioranza sceglie il lavoro con le piattaforme per le flessibilità che offre, e lo considera un'attività complementare al fianco dello studio o di altri lavori. Lo studio rileva che un cambiamento di policy a livello europeo che rimuova la possibilità di lavoro flessibile potrebbe impedire fino a 250.000 rider di accedere al lavoro su piattaforma.

Secondo il sondaggio la ragione principale (67%) per cui i rider lavorano con le piattaforme è la flessibilità di lavorare quando e dove vogliono. I rider in gran parte (72%) dicono che il lavoro tramite piattaforma è un'attività complementare, con il 34% che consegna mentre studia e un altro terzo (34%) che ha usato il lavoro su piattaforma per integrare i guadagni provenienti da altre occupazioni a tempo pieno o parziale. In media solo la metà (54%) dei loro guadagni sono generati dal lavoro su piattaforma, con la maggioranza che lavora circa 23 ore a settimana.

Lo studio rileva anche che la maggior parte di rider (69%) preferirebbe comunque la flessibilità rispetto ad un orario prestabilito, anche se fossero in grado di guadagnare un 15% di reddito in più attraverso di esso. Se le piattaforme indipendenti fossero sostituite da un modello di occupazione meno flessibile, dove le ore sono predeterminate dalle piattaforme, circa tra 100-150.000 rider - secondo il sondaggio - sarebbero costretti a rinunciare al loro lavoro di consegna. Un numero che salirebbe a 250.000 se fossero tenuti a lavorare più ore di quelle che attualmente loro possono fare.

Infine normative che forzino i rider indipendenti a lavorare in uno scenario di lavoro fisso e dipendente potrebbero spingere fino a 75.000 rider in Europa completamente fuori dalla forza lavoro, e mettere a rischio fino a 800 milioni di euro di reddito. L'indagine è stata condotta tra oltre 16.000 rider che collaborano con Bolt, Deliveroo, Delivery Hero, Uber e Wolt nei paesi dell'Ue (tranne Bulgaria, Danimarca, Germania, Lussemburgo) e Norvegia. Lo studio ha cercato dati delle aziende su fattori quali le ore lavorate, il numero di consegne e il valore di consegna per valutare le potenziali conseguenze per il mercato.

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