Manila e Tokyo, Ue ostacola avvio nostre campagne vaccinali

Duterte: 'Bruxelles ha preso in ostaggio AstraZeneca'

Redazione ANSA

ROMA - Il nuovo sistema di controllo dell'Ue sulle esportazioni dei vaccini prodotti sul territorio europeo rallenta l'avvio delle campagne vaccinali negli altri Paesi come Filippine e Giappone. Lo sostengono il presidente filippino Rodrigo Duterte e il ministro giapponese Taro Kono, incaricato di supervisionare la distribuzione dei vaccini nell'arcipelago, in due distinte dichiarazioni, riprese dai media europei.

"Non siamo così potenti come l'Ue. Abbiamo il denaro, è pronto, ma l'Ue ha preso AstraZeneca in ostaggio", ha detto Duterte in un discorso in tv. Le Filippine riceveranno 44 milioni di dosi di vaccino attraverso il sistema Covax dell'Oms, ma il governo ha anche firmato accordi con le società private per l'acquisto di dosi.

Il Giappone, che dovrebbe ospitare le Olimpiadi di Tokyo già rinviate l'anno scorso, non ha ancora iniziato a vaccinare la popolazione. Secondo il ministro, il nuovo regolamento Ue sull'export sta ritardando il calendario di approvvigionamento. Il Giappone ha concluso l'anno scorso degli accordi con AstraZeneca e Pfizer, con stabilimenti in Ue, e con Moderna per l'acquisto di dosi sufficienti a coprire i suoi 126 milioni di abitanti. In attesa che le autorità nipponiche approvino questi vaccini, Kono auspica che Bruxelles "non faccia nulla che abbia un impatto sulla distribuzione già decisa", mettendo in guarda dal "nazionalismo vaccinale".

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