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'Braccia per carbone', Pe ricorda 70mo trattato italo-belga

Agea (M5s), ricordo migranti italiani per rilanciare integrazione

22 giugno, 17:31
Una immagine d'epoca datata 8 agosto 1956 mostra le fiamme nella miniera di Bois du Cazier Una immagine d'epoca datata 8 agosto 1956 mostra le fiamme nella miniera di Bois du Cazier

BRUXELLES - Il protocollo Italo-belga, 'braccia in cambio di carbone', firmato settant'anni fa, ci ricorda oggi l'importanza di tutelare gli immigrati in Europa, lavorare alla loro integrazione e alla loro sicurezza. E' il concetto ribadito da più parti nel corso di un evento organizzato dalla delegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo, e in particolare dall'eurodeputata Laura Agea, con la partecipazione dell'Ambasciatore italiano a Bruxelles, Vincenzo Grassi, quello belga presso l'Ue, Dirk Wouters, il direttore dell'Istituto italiano di Cultura Paolo Grossi, la storica Anna Morelli, l'eurodeputato socialista belga, ma di origini italiane, Marc Tarabella e Lucia Vergaglia, consigliere M5s al Comune di Orvieto. Presenti anche l'eurodeputato M5s David Borrelli e il primo Vicepresidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani.

 

"La storia degli Stati e dei popoli - ha esordito Laura Agea - non è fatta solo dai grandi Trattati, ma anche dalle situazioni reali, dalla vita delle persone. Oggi siamo qui per ricordare la vita di tanti italiani venuti in Belgio e fare tesoro della loro esperienza per rilanciare la coesione, la collaborazione, un'idea che faccia da collante in modo da lavorare assieme per costruire una nuova identità comune". Nel corso dell'incontro è stato mostrato un breve estratto del documentario "Dallo zolfo al carbone" dedicato alla storia dei tanti minatori italiani che sono arrivati in Belgio in seguito a quell'accordo, cancellato dopo la tragedia di Marcinelle, di cui quest'anno cade il sessantesimo anniversario.

 

L'Ambasciatore Grassi ha sottolineato come quel Trattato e la successiva catastrofe di Marcinelle abbia segnato anche la storia dell'integrazione europea: "Quel protocollo fu il primo accordo siglato dall'Italia repubblicana e segna lo scambio tra un Paese che aveva bisogno di forza lavoro e un altro di materie prime. Dieci anni dopo, la strage di Marcinelle, precede di poco i Trattati di Roma e quel dramma fu uno stimolo per la Ceca, la comunità per il carbone e acciaio, di occuparsi non solo di mercati, ma anche di lavoro e sicurezza sul lavoro. Lo stesso luogo della memoria è stato costruito con fondi Ue. Ma quella vicenda - ha concluso l'Ambasciatore - ci ricorda che l'immigrazione è lacerazione, dolore, ma anche riscoperta di valori e di umanità capaci di fare da antidoto a processi regressivi, all'idea di identità chiuse, di società e comunità monolitiche e quindi pericolose".

 


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