Il punto sulla campagna di vaccinazione in Europa, no a contratti bilaterali

Grazie agli ordini con Pfizer e Moderna, l'Ue è in grado di vaccinare oltre l'80% della popolazione

Redazione ANSA

Vaccinare più europei il prima possibile. Nella lunga lotta al coronavirus questo adesso è l’obiettivo dell’Ue che a tal fine ha raddoppiato il suo ordine con Pfizer-BioNTech ed è arrivata ad un totale di 600 milioni di dosi del vaccino tedesco-americano. E’ stata la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen a darne l’annuncio, l’8 gennaio, nell’ennesima giornata buia per l’Europa e il mondo con un’impennata di casi e vittime del Covid dalla Germania agli Stati Uniti. “Al momento abbiamo accesso a 300 milioni di dosi del vaccino Pfizer. La buona notizia è che ora abbiamo concordato di estendere il contratto e potremmo acquistare fino a 300 milioni di dosi aggiuntive”, ha detto von der Leyen parlando con i giornalisti a Bruxelles. Come il primo lotto, i nuovi 300 milioni di vaccini saranno suddivisi in base alla popolazione. All’Italia dovrebbe toccare una quota del 13,5%, pari a 40,5 milioni.

Grazie agli ordini con Pfizer-BioNTech e Moderna, l’Unione europea si è assicurata una quantità di dosi – 460 milioni – in grado di vaccinare 380 milioni di europei, oltre l’80% della popolazione, ha sottolineato la presidente della Commissione annunciando che “altri vaccini seguiranno nelle settimane e mesi a venire”.

Sono in totale sei i produttori di vaccini con cui Bruxelles ha firmato contratti: oltre a Pfizer-BioNTech e Moderna, gli unici per ora approvati dall’Ema che ne ha decretato un’efficacia al 90%, ci sono la svedese-britannica AstraZeneca (che potrebbe ottenere il via libera dall’Agenzia europea del farmaco a fine gennaio), l’americana Johnson & Johnson, il duo franco-britannico Sanofi-GSK e la tedesca CureVac. È ancora in trattativa una intesa con l’americana Novavax.

Entrambi i vaccini di BioNTech-Pfizer e Moderna approvati in Ue “hanno mostrato negli studi clinici un’efficacia del 90% e un profilo di sicurezza adeguato”, ha riferito Harald Enzmann, il presidente del comitato per i medicinali ad uso umano (Chmp) dell’Agenzia europea del farmaco (Ema) durante una conferenza pubblica. “Studi molto ampi hanno dimostrato che i vaccini a mRNA sono molto efficaci nella prevenzione”, ha detto Enzmann, spiegando che “le persone vaccinate con questi vaccini nella sperimentazione clinica continueranno ad essere seguite per 2 anni per raccogliere maggiori informazioni sulla durata della protezione e la sicurezza”.

Dopo la polemiche per l’acquisto da parte della Germania di 30 milioni di dosi in più di vaccino Pfizer, von der Leyen ha voluto sottolineare che “l’unico contesto in cui si tengono i negoziati è quello dei 27 e a nessuno Stato membro è concesso di avere contratti in parallelo”. Le trattative di Berlino, ha precisato, sono avvenute nella “cornice Ue giuridicamente vincolante”. Su questo tema è intervenuto anche il direttore generale dell’Oms nel consueto briefing sulla pandemia. Tedros Adhanom Ghebreyesus ha chiesto ai Paesi di smettere di fare “accordi bilaterali” con le aziende produttrici. “Nessun Paese è eccezionale e dovrebbe saltare la fila, mentre alcuni rimangono senza vaccino”, è stato il monito del direttore.

Quanti ai tempi di consegna dei vaccini nell’Ue, le prime 200 milioni di dosi della Pfizer saranno distribuite tutte entro settembre 2021, i 100 milioni di dosi aggiuntive e 75 milioni degli ultimi 300 milioni nel secondo trimestre del 2021.

Nel mondo, ourworlddata.org calcola che all’8 gennaio sono state vaccinate 17 milioni di persone.

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