Meno di 6 italiani su 10 vedono gli effetti positivi dei fondi Ue

Ferreira, siamo stati uno dei primi soccorritori nella crisi

Redazione ANSA

BRUXELLES - Meno di sei italiani su dieci (57%) vede un impatto positivo nella loro città o regione dall’uso dei fondi Ue (sotto la media Ue dell’80%), il 14% vede un impatto negativo e il 19% non ne vede alcuno. Lo rileva la Commissione europea nel suo ultimo Eurobarometro flash basato su oltre mille interviste in Italia e pubblicato in occasione della Settimana europea delle città e delle regioni.

La notizia positiva, osserva Bruxelles, è che il 75% degli italiani intervistati si è detto consapevole del sostegno dato dalla politica regionale della Ue alla ripresa economica nel contesto della pandemia di Covid, un dato superiore al 69% della media Ue.

Il rapporto mostra inoltre che la consapevolezza generale sui progetti finanziati dalla Ue è in aumento: il dato italiano è ora al 56%, rispetto al 41% in Ue. In vista della nuova programmazione, tra le priorità identificate dagli italiani ci sono la ricerca e l’innovazione (95%), le infrastrutture per l'istruzione, sanitarie o sociali (94%), l’ambiente e l’energia rinnovabile e pulita (92%). Infine, alla domanda sul livello a cui andrebbero prese le decisioni sui progetti di politica regionale, il 24% degli italiani predilige Bruxelles (contro il 21% degli europei in media) mentre il 50% sceglie la governance locale o regionale (il 55% in Ue).

Nel corso della conferenza stampa di apertura della Settimana dedicata ai territori dell'Unione, la commissaria Ue per la Coesione Elisa Ferreira si è detta “lieta che gli europei stanno riconoscendo l'enorme contributo che la politica di coesione ha dato nella crisi e sta ora dando alla ripresa”. “Abbiamo attinto ai nostri valori fondamentali di solidarietà e mobilitato oltre 21 miliardi di euro per un sostegno di emergenza. In tal modo, siamo diventati uno dei primi soccorritori d'Europa”, ha sottolineato Ferreira.

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