Eurodeputati, per la Serbia centrale il dialogo con Pristina e il rispetto dei diritti

Albania: 'obiettivi raggiunti, ora l'avvio negoziati'

Redazione ANSA

BRUXELLES - Il Parlamento Ue ha approvato la relazione che esprime la posizione degli eurodeputati sul rapporto stilato dalla Commissione Ue per il 2019-2020 relativo al percorso d'integrazione europea della Serbia. Il testo è stato approvato con 538 voti favorevoli, 69 contrari e 79 astenuti.
Gli eurodeputati plaudono alla scelta di Belgrado di porre l'integrazione europea come obiettivo di politica estera, ma esprimono rammarico per il lento avanzamento del Paese nel programma di riforme e su questioni centrali per l'adesione all'Ue.
Nel rapporto, firmato dall'eurodeputato del Ppe, Vladimir Bilcik, si ribadisce la centralità del dialogo con Pristina e del rispetto dei diritti fondamentali, due elementi fondamentali per far progredire i negoziati di adesione.
Dalla relazione emergono criticità in diversi ambiti, tra cui l'indipendenza del sistema giudiziario e dei media, nonché il funzionamento del Parlamento serbo, composto quasi esclusivamente da partiti che sostengono la maggioranza di governo e la cui legittimità è contestata dal fronte delle opposizioni.
Gli eurodeputati sottolineano, inoltre, l'importanza dell'allineamento alla politica estera e di sicurezza comune dell'Ue, lamentando il fatto che il tasso di allineamento della Serbia è attualmente il più basso della regione.
Bilancio positivo, invece, per quanto riguarda lo sviluppo di un'economia di mercato funzionale. Gli eurodeputati incoraggiano il governo serbo a proseguire le riforme strutturali in questo ambito. 

Approvata relazione che esprime la posizione degli eurodeputati sul rapporto stilato dalla Commissione Ue per il 2019-2020 relativo al percorso d'integrazione europea dell'Albania. Il testo è stato approvato con 581 voti favorevoli, 61 contrari e 45 astenuti.
Per Isabel Santos, relatrice del Pe sull'Albania, il Paese "ha raggiunto gli obiettivi proposti dal Consiglio", nonostante le "circostanze estremamente difficili" che il Paese si è trovato ad affrontare, come il terremoto del novembre 2019 e la pandemia. In particolare, l'eurodeputata ha riconosciuto i progressi compiuti da Tirana nel programma di riforme richieste dall'Ue, specie quella del sistema giudiziario.
"Spetta ora all'Ue - ha aggiunto - dare un forte segnale alle autorità e al popolo albanese" e convocare "senza indugi la conferenza intergovernativa" per l'avvio ufficiale dei negoziati di adesione.
Al momento, l'apertura dei negoziati di Albania e Macedonia del Nord è bloccata dal veto della Bulgaria a causa di divergenze con Skopje su questioni storico-linguistiche.

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