Leader femministe Polonia al Parlamento Ue, il governo reprime i diritti delle donne

Ambasciatore polacco replica, legge aborto decisa da Corte

Redazione ANSA

BRUXELLES - "La battaglia dell'attuale governo polacco contro i diritti della donne è iniziata da quando è andato al potere, lentamente le donne hanno perso tutti i loro diritti riproduttivi: educazione sessuale, contraccettivi d'emergenza, fecondazione in vitro e ora l'aborto". Così si è espressa Marta Lempart, leader della protesta femminista polacca, davanti alla commissione per le Libertà civili e la commissione per i diritti delle donne del Parlamento Ue riguardo lo stato di diritto e i diritti delle donne in Polonia.

"La televisione pubblica polacca che ha contribuito a creare il clima d'odio che fu alla base dell'omicidio del sindaco di Danzica Paweł Adamowicz nel 2019 ora sta riproducendo lo stesso sistema su di me", ha avvertito Lempart. L'eurodeputato socialista Juan Fernando Lopez Aguilar, che guida la commissione Libertà civili, ha sottolineato come la discriminazione di genere in Polonia sia "uno tra i vari segnali di una erosione generale dello stato di diritto" nel Paese.

A rispondere alle accuse l'ambasciatore polacco presso l'Ue, Andrzej Marek Sadoś, che ha spiegato come "la nuova legge" sull'aborto "sia stata un risultato di una decisione della Corte costituzionale, organo indipendente dalla politica". L'ambasciatore ha poi ricordato come "la politica sanitaria sia responsabilità degli Stati membri", concludendo che "la dichiarazione sulla morale pubblica presentata dal governo polacco nel 2011 specifica che nessuna istituzione europea possa limitare la sovranità dello stato polacco nell'azione in difesa dei diritti umani".

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