Al Mamiani a Roma si parla di terrorismo

Liceo tra vincitori bando Cinema. Incontri con il regista Marini

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 14 MAG - E' il Liceo Mamiani di Roma uno dei vincitori del bando Cinema e Scuola promosso dal Miur e dal Mibac. Il percorso di approfondimento oggetto del progetto è la comprensione del fenomeno del terrorismo in Italia negli anni '70 che, seppur lontano dall'attuale generazione di studenti, è stato strutturato e presentato con l'aiuto di strumento efficace e spesso utilizzato come canale di accesso alla comprensione: il cinema.
    Il progetto intitolato "Comprendere la storia attraverso la lente filmica" prevede appunto diverse proiezioni di pellicole dedicate agli anni di piombo, correlati da incontri con registi, autori e sceneggiatori. Media partners del progetto l'Ansa e la Media Literacy Foundation, la prima documentando sul portale Ansa Legalità le tappe del percorso, mentre la Media Lit. Found terrà un corso di giornalismo radiofonico in previsione di una radio di istituto. Nel mese di aprile si sono tenuti due incontri tra gli studenti e Fabrizio Marini, autore, regista e sceneggiatore, oggi capo progetto per Rai Storia. Con lui i ragazzi hanno analizzato due pellicole: "Buongiorno Notte" di Marco Bellocchio e "I 100 Passi" di Marco Tullio Giordana.
    "Gli studenti hanno confrontato queste due pellicole - riferisce il regista Marini - e devo dire che sono state da parte loro osservazioni interessanti. I due film raccontano entrambe una storia che finisce in tragedia, tra l'altro sia l'On. Moro che Peppino Impastato muoiono il 9 maggio del 1974. Ho fatto notare che l'operazione cinematografica delle due opere è completamente diversa perché, mentre Giordana con I 100 passi compie un'operazione di fiction, che però resta ancorata alla realistica rappresentazione dei personaggi, Bellocchio innesta la sua visione in un contesto di presenza costante della realtà (la televisione e i Tg), ma trasla il racconto su un piano poetico e onirico, affondando nelle psicologie e nelle intimità dei personaggi. Giordana realizza un film di impegno civile, mentre Bellocchio mostra con forza la sua impronta autorale".
    Gli studenti hanno evidenziato che la brigatista di "Buongiorno Notte", viene mostrata sotto due aspetti: carceriera da una parte ma anche titubante e sofferente; Marini ha risposto che "la figura in effetti ha sfaccettature complesse, e la fase onirica forse intende proprio offrire la possibilità di un pentimento da parte sua. Non dimentichiamo che il film è ispirato al libro della brigatista Anna Laura Breghetti e di certo l'operazione è suscettibile di osservazioni sul piano morale. A Bellocchio sembrano interessare sopra ad ogni cosa le intimità di tutte le figure rappresentate, e la brigatista sembra talvolta essere lei stessa vittima di un ingranaggio in cui si è messa, volontariamente, ma non senza mettere in discussione scelte che a volte possono apparire estreme".
    Infine gli studenti hanno posto delle osservazioni sulla scena finale del funerale di Aldo Moro che Marini interpreta come "una perfetta esemplificazione dello stile di Bellocchio per il quale, se durante il film le sequenze oniriche o quelle prettamente introspettive si alternano alla storia del paese raccontata dalla tv, nel finale il repertorio insiste a tutto schermo e viene corredato e connotato dal brano dei Pink Floyd, in modo da consegnare un terrificante e insieme poetico momento di sospensione e straniamento al tempo stesso dentro e fuori della storia".
    (ANSA).
   

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