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Migranti: italiani in fila per diventare tutor minori

Iacomini (Unicef), 'non c'è solo chi soffia su vento intolleranza'

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 8 SET - Non c'è solo chi "soffia sul vento dell'intolleranza, dell'esclusione, del 'mandiamoli tutti a casa', del populismo". C'è anche "un'Italia di cui non parla nessuno, che magari non trova spazio sui giornali. Un'Italia vitale, silenziosa e solidale": lo dice il portavoce di Unicef Italia, Andrea Iacomini, che si riferisce "ad esempio alle centinaia di persone, uomini e donne, che in questo momento nel nostro Paese si stanno mettendo silenziosamente in fila per depositare la domanda come tutor volontari per i minori non accompagnati, come previsto dalla legge Zampa, che in alcune zone si sta attestando su cifre davvero importanti". "E' un bellissimo segnale, una risposta silenziosa ma concreta su un tema strategico come quello dell'inclusione sociale" aggiunge Iacomini. "Insieme all'approvazione dello ius soli, questa è la sfida che l'Italia ha davanti a sè. Vincerla vuol dire evitare potenziali insofferenze e bombe sociali, ghetti futuri e pericolose frustrazioni. Un ragazzo che si sente tutelato e seguito dalle istituzioni non lascerà mai la legalità per cercare vie brevi e illegali per sbarcare il lunario. Ecco perché il percorso intrapreso dal ministro Minniti in tema di inclusione sociale ci sembra vada nella giusta direzione e auspichiamo un surplus di attenzione proprio sui minori noi accompagnati, sui quali ci rendiamo da subito disponibili ad un confronto partendo da altre esperienze maturate in questo settore in altre aree di crisi nel mondo". "Rivolgo infine un appello a tutti i media affinchè diano voce anche a questa Italia, la buona Italia, che non urla e non odia ma che con atti serie e concreti contribuisce al benessere futuro del nostro Paese. Inclusione sociale non è una bestemmia, è una scommessa per il futuro dei nostri figli" conclude.
   

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