Toscana, il welfare rurale è Cibo Civile

Regione all'avanguardia nel Welfare rurale

Redazione ANSA MILANO
(ANSA) - MILANO, 6 OTT - Portare a tavola i prodotti del territorio e nello stesso tempo sostenere i bisogni della comunità. E' l'obiettivo del progetto 'Cibo Civile Toscana' presentato a Milano, agli eventi Fuori Expo organizzati ai chiostri dell'Umanitaria dalla Regione Toscana. Il progetto mette in rete chi produce, chi trasforma e chi distribuisce il cibo in chiave solidale, sostenibile ed etica. Il progetto di agricoltura sociale dell'Università di Pisa incentrato su valori economici in chiave di coesione sociale è promosso dall'Assessorato all'Agricoltura della Regione Toscana e prevede l'inserimento in attività agricole e di ristorazione di persone che hanno una disabilità o un disagio offrendo servizi innovativi e solidali in un'ottica di rispetto dell'ambiente, di partecipazione alle esigenze della comunità e di riabilitazione terapeutica. Agricoltura e ristorazione, una straordinaria occasione di solidarietà. 'Cibo Civile' è diffuso su tutto il territorio regionale ed è composto al momento da oltre 30 aziende fra produttori e ristoratori. "Cibo Civile - ha spiegato il docente dell'Università di Pisa e coordinatore del progetto, Francesco Di Iacovo - è un bene di relazione, uno "smartfood" di comunità e un'innovazione sociale guardata con interesse crescente da osservatori di ogni parte del mondo.

Dalla Norvegia al Giappone, dalla Spagna al Belgio riconoscono la creatività italiana del rivoluzionare in modo semplice le cose quotidiane e generare risposte utili ai bisogni che oggi le società incontrano". Nel corso del convegno sono state illustrate anche alcune esperienze della rete di 'Cibo Civile Toscana', come quella degli Orti Etici dell'Università di Pisa, che crea start up occupandosi della prima formazione e del rafforzamento di 70 persone con disabilità mentale, dipendenze e in uscita dal carcere. Il Risto Ca' Moro Social Bateau invece è un peschereccio ristorante ancorato alla darsena vecchia di Livorno, dove i ragazzi down trovano lavoro cucinando, servendo ai tavoli oppure suonando. (ANSA).

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