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Risultato Finale
Germania 1
0 Argentina

Germania-Argentina, Mueller: 'se serve marco Messi'

'Un sogno tornare al Maracanà, è posto giusto per alzare Coppa'

Alessandro Castellani RIO DE JANEIRO

Superfelici di tornare a Rio, "anche se non abbiamo avuto, e non avremo, il tempo di fare visite guidate della città e di apprezzarne la bellezza e la magia". Thomas Mueller, nel corso di una conferenza stampa a cui ha partecipato anche, invitata dalla federazione tedesca, una rappresentanza di indios della tribù 'Aldeia Pataxò de Coroa Vermelha', parla delle sue sensazioni all'antivigilia della finale iridata contro l'Argentina, e spiega che la Germania si era data un preciso obiettivo quando al Maracanà ha battuto di misura la Francia. Era la sfida dei quarti di finale, a quel punto mancava solo un passo e poi nel tempio carioca Mueller e compagni sarebbero tornati per la finale. Com'è andata a finire lo sanno tutti, visto che l'1-7 di Belo Horizonte rimarrà nella storia come la 'vergogna delle vergogne' del Brasile. Però non bisogna farne svanire gli effetti, e quindi serve battere anche l'Argentina, per farsi perdonare dalla 'torcida' che vede come il fumo negli occhi l'eventuale 'Tri' dell'Albiceleste, ed evitare l'ennesimo onorevole piazzamento: il 'Mannschaft' a questo punto vuole assolutamente cucirsi la quarta stella sulla maglia, e intanto recupera Hummels ma rischia di perdere Boateng che nell'allenamento 'chiuso' di oggi ha accusato un problema all'inguine.

Così dal 'centro Campo Bahia', che i tedeschi hanno costruito a loro spese e che dopo i Mondiali rimarrà alla comunità locale e diventerà una scuola, Muller parla di sogni e prospettive in vista di domenica. "Esiste una ragione per la quale sono felice di tornare a Rio - dice il 'falso nove' della Germania, 5 gol finora -: si chiama Maracanà, un luogo che ha fatto la storia anche se ora ne hanno mutato la fisionomia. Quello, dagli anni '50, è uno stadio sacro per qualsiasi persona faccia parte del mondo del calcio: vedo il Maracanà come il posto giusto, l'ideale, per alzare la Coppa". Più chiaro di così 'Thomas il terribile' non potrebbe essere, i giornali brasiliani lo indicavano fin da prima del Mondiale come uno dei possibili protagonisti e lui non si è tirato certo indietro, 'aprendo' con una tripletta al Portogallo e poi risultando come uno dei artefici principali del 'Mineirazo'. Avrà quindi una storia da raccontare, ma bisogna che abbia un lieto fine.

Non andò così quattro anni fa in Sudafrica, dove fu costretto a saltare la semifinale contro la Spagna e la sua assenza si rivelò un autentico handicap: la rete di Puyol mise fine ai sogni di tedeschi, e per giocare una finale Mueller ha dovuto aspettare 48 mesi. "Questo è il palcoscenico più prestigioso dove un calciatore possa stare - dice adesso -. E' indescrivibile la felicità di esserci, ma ora dobbiamo dare tutto affinchè tutto vada a finire bene: potenza fisica, valori mentali, ogni cosa che servirà per fare il nostro gioco, fatto di possesso, scambi e passaggi fitti, e per battere gli argentini". Dovesse servire, è disposto a ulteriori sacrifici: "pur di vincere - dice Mueller -, se serve vado a marcare Messi, e in quel caso dovrei correre molto perché Leo non è certo un giocatore lento. Ma non sarebbe un problema, perché nel calcio di oggi devi comunque correre tanto, contro qualsiasi avversario e in particolare se affronti l'Argentina. Comunque contro Messi, che tra l'altro è una persona molto simpatica, ho perso soltanto in amichevole e mai in partite ufficiali, e voglio che il trend continui. L'importante sarà fargli arrivare pochi palloni". E a chi gli fa notare che l'Argentina avrà anche la spinta di Papa Francesco, Mueller risponde così: "le forze celesti sono difficilissime da affrontare, ma la Germania di oggi può riuscire anche in questa impresa". Così almeno sorriderà l'altro Papa, quello Emerito, ovvero il simpatizzante del Bayern Monaco Benedetto XVI.

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