Vendée e Ocean Race due cuori e un IMOCA

Giro giro tondo, da soli e in equipaggio

Responsabilità editoriale Saily.it

Le regate intorno al mondo in solitario (Vendée Globe 2020) e in equipaggio (Ocean Race 2021) si correranno con la stessa classe di barche (e avranno i foil). Fine del monotipo: il futuro dei VO65 sarà svelato nelle prossime settimane (potrebbero essere comunque ammesse come classe a se). Progettisti e velisti a lavoro. Quante persone a bordo di una barca da solitari? - COMMENTO

 

Finisce (per ora) l'era dei monotipo oceanico al giro del mondo. La prossima VOR, qualunque sia il suo nome e sponsor, si correrà con gli IMOCA, i 60 piedi del Vendée Globe in solitario, ultima generazione ormai tutti con foil. Immaginate un IMOCA progettato per un solitario "abitato" e regatato da un equipaggio? Di quante persone? Dove dormono? Di sicuro dovrà esserci lo spazio a bordo per il Media Member, questo è confermato e rigorosamente voluto dagli organizzatori. D'altra parte al Vendée siamo già abituati a vedere gli skipper solitari fare anche i media men, con contributi video quasi ogni giorno.

La direzione, comunque è questa e sembra tracciata. I due giri del mondo più rilevanti della vela, Vendée (prossima edizione 2020, l'anno di Tokyo) e Ocean Race (prossima edizione 2021, l'anno dell'America's Cup a Auckland, quanta carne al fuoco!) si correranno con la stessa classe di imbarcazioni, quella chiamata IMOCA, lo sviluppo di una Open class il cui scopo è andare più veloci in oceano, perlopiù in condizioni portanti (due terzi della rotta è sui mari del sud). L'Educational Session tenuta nei giorni scorsi a l'Aja tra le parti interessate, velisti, progettisti e organizzatori, pare aver dato il definitivo via libera al progetto.

C'erano progettisti coinvolti sia nelle barche Ocean Race che negli IMOCA, come Guillaume Verdier e Juan Kouyoumdjian, c'era il padrone di casa Johan Salen, co-presidente della regata, che ha parlato chiaro: "E' un processo che si sta muovendo per garantire il successo della prossima edizione, sia dal lato sportivo che da quello del business."

Che vuol dire? Lato sportivo può significare solo tornare ad aumentare la flotta, dai 6-7 iscritti degli ultimi anni ad almeno il doppio, con la presenza a fianco di giovani interessanti anche dei grandi nomi della vela, olimpici e oceanici, una vera sfida tra grandi personaggi, che trascinano i media e il pubblico, e quindi gli sponsor.

“E’ un primo passo dei molti che andranno fatti per la prossima edizione del 2021,” ha detto Johan Salen, co-Presidente della regata. “E’ in atto un processo di collaborazione per definire gli elementi che saranno necessari a rendere la prossima edizione del giro un successo, sia dal punto di vista tecnico che commerciale. Si tratta di una questione complessa, con molte sfaccettature, e stiamo rispettando l’input che ci arriva dalle varie parti coinvolte, da World Sailing (la Federazione Mondiale della Vela) ai velisti, ai team e ai partner. Siamo fiduciosi che questa sia la via giusta per il futuro. Scegliere dei monoscafi con fil della classe IMOCA motiverà più velisti e team, e tutto il comparto della nautica, a prepararsi per la prossima edizione. Inoltre, collaborare con la struttura IMOCA esistente significa che il calendario della vela professionistica diventerà più unito ed efficiente, il che aiuterà tutto lo sport della vela, stabilendo un modello sostenibile di business pere i team e i velisti.”

“Si tratta di un accordo che garantisce ai proprietari e velisti di barche IMOCA di poter accedere alla più importate regata intorno al mondo in equipaggio che è anche un’eccellente piattaforma comunicativa.”Ha affermato Antoine Mermod, Presidente di IMOCA. “Lavorare insieme per unire i più importanti giri del mondo a vela, in solitario e in equipaggio su barche della classe ci permetterà di farla crescere a livello internazionale e di offrire un maggiore valore agli stakeholder.”

La scelta di includere gli IMOCA permetterà alla regata di restare un evento di punta per lo yacht design e la tecnologia e al tempo stesso mettere alla prova i migliori velisti del mondo su un evento oceanico e con equipaggio completo.

Si sta formando un comitato congiunto per scrivere una sezione specifica del regolamento per l’IMOCA 60 con equipaggio completo, che rispetto lo spirito e l’intendo della collaborazione e che includa un attento controllo dei costi, la sicurezza e la correttezza sportiva. La regola che definirà il numero di velisti imbarcati sugli IMOCA per la prossima regata è fra gli argomenti in discussione, con l’obiettivo di mantenere il ruolo dell’Onboard Reporter.

La Volvo Ocean Race si è conclusa la scorsa settimana con uno dei  finali più incredibili della storia, con tre team a pari punti alla vigilia della tappa 11 e in grado di aggiudicarsi la vittoria finale. A meno di 10 miglia, dopo un percorso lungo oltre 45.000 miglia, il risultato non era ancora deciso finché Dongfeng Race Team di Charles Caudrelier non è riuscito a passare gli avversari, ottenendo un’emozionante vittoria all’Aja.

CAUDRELIER - “E’ un cambiamento molto interessante.”Ha detto lo skipper transalpino dopo aver ricevuto notizie sul cambiamento. “Gli Open 60 sono barche eccezionali. Mi piace molto navigarci e credo che quando le persone le vedranno, piaceranno anche a loro. Le due regate più importanti del mondo con le stesse barche, questa per me è una buona notizia.”

BEKKING - “Come velista è un cambiamento positivo.”E’ stato il commento di Bouwe Bekking, il veterano con otto partecipazioni alla Volvo Ocean e alla Whitbread Round the World. “Per le giovani generazioni di velisti il foiling e il surfing sono importanti, come la velocità e si devono coinvolgere i velisti migliori. Con gli Open 60 ci si riuscirà, perché  è quello che vogliono.”

TORBEN GRAEL - “Naturalmente ci sono alcuni ostacoli da superare.”Ha detto il campionissimo brasiliano Torben Grael, e Vice-Presidente di World Sailing.“Ma se riusciremo ad avvicinare i due mondi allora sarà una cosa positiva e aprirà le porte a molti nuovi velisti, creando un calendario di eventi più ampio per i team della classe.”

L’accordo significa che i progettisti di punta del mondo della vela oceanica saranno coinvolti nella prossima edizione del giro, con l’obiettivo di produrre i monoscafi oceanici più veloci della storia. E allora sentiamone due particolarmente importanti del momento.

KOUYOUMDJIAN - “La vela è uno sport che non è fatto solo dagli atleti, ma anche dalle barche, quindi combinare questi due elementi permettere di restare al vertice delle prove offshore.”Ha spiegato Juan Kouyoumdjian, il progettista di tre barche che hanno vinto la Volvo Ocean Race in passato. “Credo che sia un importante passo avanti. Il futuro permetterà ai velisti e ai designer di raggiungere nuovi livelli che inevitabilmente avranno un effetto anche sulle altre classi.” 

VERDIER - “Stiamo cercando di fare una barca per il futuro che sia in grado di essere portata in solitario e in equipaggio completo.”Ha detto Guillaume Verdier, uno dei progettisti più prolifico della classe IMOCA e dell’America’s Cup. “Io credo che sia fattibile con alcuni compromessi, entrambi i mondi potranno incontrarsi a metà strada.”

L’accordo con l’IMOCA assicurerà anche che sia possibile continuare a produrre contenuti multimediali da bordo, come è stato per l’ultima edizione della Volvo Ocean Race. L’accesso in diretta a immagini delle barche da alcune delle zone più remote del pianeta, con l’uso di droni e prodotti a bordo dagli on-board reporter ha reso la regata una delle più seguite dai fan di tutto il mondo. Un fattore che resta prioritario per la prossima edizione.

23 DONNE, 30 UNDER 30: I RECORD DELL'ULTIMA VOR - Come lo sarà anche la diversità di genere, la Volvo Ocean Race 2017-18 ha visto la partecipazione di 23 veliste donne e di 30 velisti under 30, numeri da record e una tendenza che dovrà continuare ad essere incoraggiata nel futuro.

REGOLAMENTO ENTRO LA FINE DELL'ANNO - “Il processo è appena iniziato.”Ha detto Nick Bice, che è alla guida del progetto di sviluppo del regolamento Open 60 per la prossima edizione. “Abbiamo avuto quattro designer che ci hanno aiutato a capire le sfide che dovremo affrontare. Inoltreremo tutti gli input che si sono arrivati al comitato congiunto e inizieremo a scrivere il regolamento da utilizzare per la prossima edizione. Il nostro obiettivo è di averlo pronto entro la fine dell’anno.”

Il futuro delle barche della classe VO65, utilizzate nelle ultime due edizioni del giro del mondo, sarà reso noto nelle prossime settimane.

COMMENTO - Ricordate i motor-sailer? Erano un compromesso tra vela e motore, e spesso non andavano bene nè a vela nè a motore. Una barca concepita per un navigatore solitario che debba essere riadattata per 6-8 persone di equipaggio rischia di essere un compromesso dai risultati incerti. Per i progettisti può essere una manna. Che questo garantisca più team iscritti è tutto da vedere. Ciò che finora ha rallentato il numero degli iscritti alla Ocean Race sono i costi generali, shore team, trasporti, spostamenti nel pianeta. Si parla di avere meno tappe e generalmente più lunghe, un ritorno al passato: questo aiuterebbe, ma verrebbe meno il passaggio nei paesi e continenti che esprimono team, sponsor e quindi business (Cina, Brasile, forse Europa del Nord).

Il meccanismo insomma è delicato e difficile sarà trovare una quadratura del cerchio. E' affascinante immaginare che Gianfranco Pedote, dopo il suo Vendée Globe 2020, metta insieme anche un team italiano con la sua barca per la Ocean Race dell'anno successivo. Di sicuro ci sono in giro più IMOCA che VO65 e anche vecchi VO70, anche messi insieme. Ma è una flotta disomogenea per età, qualità e prestazioni. Mentre al Vendée anche la sola partecipazione senza velleità di classifica è ammessa e anzi un trionfo (vedi Alessandro Di Benedetto, per restare in casa (quasi) nostra), affrontare una Ocean Race, un giro del mondo con tappe ovunque, tante spese e impegni, si giustifica solo con una barca competitiva, e questo torna a restringere la flotta.

L'unica via per aumentare davvero gli iscritti potrebbe essere tornare ad avere più classi (è capitato in varie edizioni Whitbread e Volvo) e quindi far correre ancora i VO65 e insieme la novità IMOCA, con classifiche separate. A quel punto immaginare 15 iscritti non sarebbe impossibile.

La grande vela si ripensa. Un solo augurio (per non dire consiglio): nelle valutazioni, non valutate solo il business della regata in sè, ma anche i benefici complessivi che un evento ridisegnato può (anzi deve) dare allo sport della vela nel suo complesso, quali visibilità, percezione, promozione globale e locale. Come sempre, gli affari meglio farli in due.

Responsabilità editoriale di Saily.it