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Giustizia: Orlando, sul civile parere positivo da Ue

Intendiamo ascoltare le indicazioni che arrivano da Csm

10 ottobre, 19:58
Il ministro della Giustizia Andrea Orlando Il ministro della Giustizia Andrea Orlando

LUSSEMBURGO - Sul provvedimento sul processo civile l'Italia incassa l'apprezzamento dell'Unione europea. "Per il civile, settore per il quale siamo stati più spesso richiamati dall'Ue, anche perché di intreccio immediato con la crescita, la stessa commissaria alla Giustizia Ue Martine Reicherts ha dato una valutazione positiva delle nostre iniziative, ha parlato di misure coraggiose e di buon senso", sottolinea il guardasigilli Andrea Orlando a margine del consiglio dei ministri della Giustizia europea, che ha presieduto a Lussemburgo.

Una valutazione, quella di Bruxelles, che Orlando usa per controbilanciare le critiche giunte dal Consiglio superiore della magistratura. "Accanto al parere del Csm, c'è quello positivo ricevuto dall'Ue, che è almeno altrettanto autorevole". E comunque, evidenzia, c'è tutta la volontà di "collaborare" col Consiglio superiore della magistratura: "Intendiamo ascoltare le indicazioni che arrivano da lì perché ci possono consentire di perfezionare provvedimenti, che però partono da una buona base, come riconosciuto dallo stesso Csm".

Il ministro ricorda che le critiche hanno riguardato soprattutto "richieste di integrazione, proposte di modifica, una non condivisione sulle ferie dei magistrati", definendole "una dialettica assolutamente normale". Del resto, aggiunge, le questioni sollevate dal Csm sono state "in parte superate dagli emendamenti accolti nel passaggio in commissione al senato".

Commentando i dati del Consiglio d'Europa (riferiti al 2012) che vedono l'Italia maglia nera sul processo penale, il guardasigilli non si nasconde: "Se non avessimo avuto la consapevolezza confermata da questa fotografia, non ci saremo neanche avventurati in una riforma così organica e complessiva del sistema della giustizia".

Ma mette in guardia: se l'obiettivo, sia per il civile che per il penale "è avere processi più efficienti", dall'altro lato occorre anche "una deflazione dei procedimenti", perché "qualunque tipo di riforma non regge se la domanda di giustizia in qualche modo non è selezionata". Un iter che deve essere supportato anche "da un grandissimo investimento sul fronte delle tecnologie e del personale" e un passo in questo senso è stato fatto col processo civile telematico, "una premessa per l'informatizzazione integrale del sistema" e all'avanguardia in Europa, perciò "punto di soddisfazione".

Intanto a Lussemburgo i 28 Stati membri hanno dato l'ok dei sulle procedure di insolvenza per le imprese in crisi, "un risultato importante della strategia Ue della giustizia per la crescita", spiega Orlando, una misura che aiuta l'imprenditore in crisi, salvandolo dal fallimento, dandogli l'opportunità di riavviare l'attività. Un dossier prioritario per la Presidenza italiana, che ora "si impegnerà al massimo nei negoziati col Parlamento Ue, per arrivare ad un'intesa entro dicembre". Entro dicembre si punta a chiudere anche l'accordo sul pacchetto del trattamento dei dati personali, diritto all'oblio incluso. Dossier rimasto impantanato per due anni. Un obiettivo raggiungibile, secondo Orlando, dopo il dibattito di oggi, che vede progressi anche sul piano del procuratore europeo.

 


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