Giro: storia dell'Emilia-Romagna rinasce anche grazie all'Ue

Fondi Ue in restauri da Reggio a Carpi.Regione ha record Dop-Igp

Redazione ANSA BRUXELLES

BRUXELLES - L'undicesima tappa del Giro d'Italia è partita da Carpi e, dopo aver percorso 206 km attraverso l'Emilia, si è conclusa in Piemonte, a Novi Ligure. Grazie all'iniziativa 'Ue al Giro' della Commissione europea, anche la giornata odierna diventa l'occasione per scoprire in che modo l'Unione europea abbia un impatto sul territorio attraversato dalla corsa. A Reggio Emilia, ad esempio, 875mila euro di fondi europei hanno consentito di riqualificare i Chiostri di San Pietro. Riaperto al pubblico nel marzo scorso, il complesso monumentale di origine benedettina ospita anche il nuovo 'Laboratorio urbano aperto' sui temi dell'innovazione sociale, creatività e partecipazione pubblica. A Parma, invece, sono i Chiostri del Correggio ad essere al centro di un grande lavoro di restauro che gode del finanziamento di 800mila euro da parte dell'Ue, su un totale di 3,27 milioni d'investimento. L'operazione consentirà anche ai Chiostri parmensi di ospitare un laboratorio aperto, ma incentrato sulla cultura dell'eccellenza agroalimentare.

Altro esempio di recupero di un bene storico grazie al contributo Ue è la ristrutturazione del Palazzo dei Pio, il più grande monumento storico di Carpi. La spesa complessiva per gli interventi è stata di 1,2 milioni di euro, di cui 800mila finanziati dal Programma operativo del Fondo europeo di sviluppo regionale.

C'è un tocco di Europa anche nel Festival internazionale delle abilità differenti, organizzato dalla cooperativa sociale Nazareno di Carpi in diverse città emiliane per puntare i riflettori sulla valorizzazione della persona. L'iniziativa è finanziata attraverso il programma Europa creativa.

L'accento posto sulla cultura non deve però far dimenticare che l'Emilia-Romagna vanta il record di regione europea con il più alto numero di prodotti alimentari Dop e Igp (bevande escluse), ben 45. L'Italia conta oltre 290 prodotti certificati e la provincia di Bologna è quella più ricca con 22. Seguono Ferrara con 17 e Forlì-Cesena e Ravenna con 15.

 

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