Aumentano le fattorie verticali, con una crescita media annua del 24,6%

Passerà dai 2,23 mld del 2018 ai 12,77 del 2026

Redazione ANSA ROMA

ROMA - Si fa largo a livello mondiale la tecnica delle colture indoor, produzioni realizzate a "metro zero" in serra all'interno di edifici nelle vicinanze dei centri abitati e mirate ad interrompere la catena logistica di distribuzione del prodotto finale. Il sistema di produzione, comunemente denominato vertical farming, è praticato in serre verticali che si qualificato come centri di autoproduzione di cibo, dove le colture vengono coltivate in strati sovrapposti verticalmente all'interno di appositi ambienti creati per l'uso.

Il comparto, secondo stime rilasciate in occasione di "NovelFarm", appuntamento fieristico in programma a Pordenone Fiere il 19 e 20 febbraio, avrà una crescita media annua del 24,6% e passerà dai 2,23 miliardi del 2018 (fonte Allied Market Research) ai 12,77 previsti per il 2026. Ad oggi il settore, finalizzato a produrre ortaggi, piccoli frutti, verdure, erbe officinali, aromatiche con il sistema delle tecnica ad irrigazione idroponica, ha attirato anche l'interesse di noti retailer: Whole Foods Market, la catena di cibo "organic" e di alta qualità parte del gruppo Amazon, con oltre 500 negozi in tutti gli Stati Uniti, sta ad esempio accelerando nell'adozione di fattorie verticali di piccole e medie dimensioni per coltivazioni fuori suolo all'interno o in prossimità dei propri store. A New York vengono prodotti verdure a foglia, microgreen ed erbe aromatiche, mentre nel New Jersey e recentemente anche a Boston, la produzione si concentra sui funghi. In Europa, l'avanguardia è rappresentata dalla startup berlinese Infarm. 

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