L'Ue scende in campo contro i 'falsi' nel settore agroalimentare

Corte Ue, un punto in favore protezione Dop contro falsi

Redazione ANSA BRUXELLES

BRUXELLES - L'Ue scende in campo contro i 'falsi' nel settore agroalimentare. Secondo il diritto europeo, l'uso di segni figurativi, anche paesaggistici, che fanno riferimento all'origine di un prodotto alimentare Dop possono infatti costituire una illegale evocazione del marchio. Lo ha stabilito la Corte europea di giustizia intervenendo sul ricorso presentato dai produttori del Queso Manchego Dop contro una società spagnola che commercializza formaggi non Dop con etichette che raffigurano un cavaliere somigliante a Don Chisciotte della Mancia su un cavallo magro e paesaggi con mulini a vento e pecore, molto simile al marchio della Fundación Consejo Regulador de la Denominación de Origen Protegida Queso Manchego, incaricata della gestione e della protezione della Dop in questione.

La Corte considera che questi segni possono costituire l'evocazione di una denominazione registrata, ma starà al giudice nazionale decidere nel merito e cioè se gli elementi considerati evochino nella mente dei consumatori spagnoli l'immagine di una denominazione registrata.

Coldiretti, ora stop falso tricolore su cibi
Con un prodotto alimentare su quattro in vendita sugli scaffali nazionali che richiama spesso a sproposito l'italianità, la sentenza della Corte Ue sulla tutela dei prodotti a denominazione di origine (Dop) rappresenta un precedente storico anche per la tutela del vero Made in Italy a tavola. E' quanto afferma la Coldiretti nel commentare il pronunciamento dei giudici europei secondo il quale l'uso di segni figurativi, anche paesaggistici, che fanno riferimento all'origine di un prodotto alimentare Dop possono costituire una illegale evocazione del marchio. "Per fare leva sul patriottismo nei consumi - osserva Coldiretti - il tricolore sventola sul 14% delle confezioni alimentari ma in ben il 25% dei prodotti sugli scaffali c'è comunque un evidente richiamo all'italianità non sempre giustificato, secondo un'analisi Coldiretti su dati dell'Osservatorio Immagino". "Un grave danno per i produttori agricoli italiani - spiega ancora la Coldiretti - ma anche una beffa per quei 2 consumatori su tre che sono disposti a pagare anche il 20% in più pur di garantirsi l'italianità del prodotto che si portano a tavola. La situazione è ancora più preoccupante all'estero". "Per tutelare il vero Made in Italy la Coldiretti ha promosso insieme ad altre nove organizzazioni l'Iniziativa Europea dei Cittadini "EatORIGINal - Unmask your food" per estendere l'obbligo di indicare in etichetta l'origine di tutti gli alimenti. Nello specifico - sottolinea la Coldiretti - questa proposta d'iniziativa dei cittadini si prefigge di rendere obbligatoria l'indicazione del paese di origine per tutti gli alimenti trasformati e non trasformati in circolazione nell'Ue".

 

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