Xylella, nel dl Semplificazioni obbligo di abbattimento ulivi e carcere per chi non lo fa

Emiliano, prigione per chi non abbatte è una scelta forte

Redazione ANSA ROMA

ROMA - Le misure fitosanitarie ufficiali anti-Xylella, o comunque derivanti da provvedimenti di emergenza fitosanitaria, "ivi compresa la distruzione delle piante e dei prodotti delle piante contaminate", dovranno essere attuate "in deroga ad ogni disposizione vigente, nei limiti e secondo i criteri indicati nel decreto di emergenza fitosanitaria" e nella normativa Ue. Lo prevede un emendamento dei relatori al dl semplificazioni. La mancata attuazione delle misure ufficiali fitosanitarie necessarie ad evitare la diffusione della malattia è punibile con la reclusione da 1 a 5 anni. 

Emiliano, carcere per chi non abbatte scelta forte
"Non abbiamo ancora visto il testo integrale, voglio leggerlo questo emendamento. E' chiaro che in linea del tutto teorica, la violazione delle norme che mirano a limitare una fitopatia di questa gravità può anche comportare l'applicazione di sanzioni penali. Certo, è una scelta molto forte che andrebbe giustificata con una specifica volontà di insubordinazione che non mi pare di avere verificato in questo caso nei pugliesi". Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, commentando l'emendamento al decreto semplificazione che, sulla questione Xylella, prevede tra l'altro il carcere per chi non ottempera all'obbligo di abbattere gli ulivi malati.

"I pugliesi - ha aggiunto - non vedono l'ora di avere dal governo i soldi per combattere la Xylella. Perché è chiaro che fare tutto da soli per noi è stato durissimo, non ci ha aiutato mai nessuno dal punto di vista economico, serve il denaro per fare i reimpianti, per attuare tutte le misure che abbiamo disposto e quelle che verranno disposte".

"Quando si hanno le risorse umane ed economiche per fare una buona battaglia, si può sperare non dico di vincerla ma almeno di controllare questo fenomeno. Mi auguro che il governo abbia in mente questa cosa anche perché dobbiamo salvare l'olivicoltura italiana perché l'olivicoltura pugliese è il 50% dell'olivicoltura italiana".

 

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