Cresce il consumo di mango in Italia, +70% di ordini nel food delivery

Il 22 luglio è il "Mango day". Consumati 3 mila kg nell'ultimo anno

Redazione ANSA

Aumentano lungo tutto lo Stivale i fan di cibi che arrivano da lontano. A rilevare una crescita della tendenza di consumo per i frutti esotici è Just eat in occasione del "Mango day", evento in programma il 22 luglio e dedicato al frutto dolce colorato e succoso originario dell'India.

I dati indicano che il mango ha registrato una crescita del 70% negli ordini di cibo a domicilio. I chilogrammi consegnati nelle case degli italiani nell'ultimo anno sono stati 3 mila. I piatti più ordinati sono quelli che abbinano il mango a pesce e frutta esotica, presenti soprattutto nella cucina orientale: Uramaki Mango Roll, Pokè Chucky, Mango Chicken Curry e Tartare. Il successo del mango consegnato a domicilio si deve molto al pokè, che rappresenta il trend dell'anno con una crescita del 4.000%, seguito dal gelato al mango (+1000%),insalata con il mango (+700%), macedonia di mango (+400%) e frullati e smoothies (+200%).

Le città in cui si mangia più mango sono Roma, dove il piatto preferito è il Pokè Chucky, e Milano, dove va per la maggiore l'Uramaki Mango Roll; seguono Torino, Bologna, Genova e Firenze. In generale stanno aumentando in Italia gli ettari coltivati a frutti tropicali, che secondo dati della Coldiretti in cinque anni si è incrementato di 60 volte, per un totale di oltre 500 ettari.

Coldiretti, mango day ok primi raccolti made in Italy
Il Mango day quest'anno si festeggia con i primi raccolti made in Italy che, insieme a tante altre produzioni esotiche, è arrivato in Italia sotto la spinta dei cambiamenti climatici. E' quanto emerge da un'analisi della Coldiretti in occasione della giornata dedicata alla pianta di origine indiana che produce grandi frutti ovoidali coltivata dall'Africa al Sud America e ora anche in Italia.
Quello della frutta tropicale tricolore, sottolinea la Coldiretti, è un fenomeno esploso per gli effetti del surriscaldamento determinati dalle mutazioni del clima e destinato a modificare in maniera profonda i comportamenti di consumo nei prossimi anni, ma anche le scelte produttive delle stesse aziende agricole. Lo dimostra il fatto che si è passati da pochi ettari piantati con frutti tropicali a oltre 500 ettari con un incremento di 60 volte nel giro di 5 anni.
La coltura è presente attualmente in Calabria e Sicilia, ma anche ad avocado, frutto della passione, zapote nero (simile al cachi, di origine messicana), sapodilla (dal quale si ottiene anche lattice), litchi, il piccolo frutto cinese che ricorda l'uva moscato. Il tutto grazie all'impegno di giovani agricoltori, ricorda la Coldiretti, che hanno scelto questo tipo di coltivazione, spesso recuperando e rivitalizzando terreni abbandonati proprio a causa dei mutamenti climatici, in precedenza destinati alla produzione di arance e limoni.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA