Istat: carrello spesa ad agosto +2,7%, aumentano beni alimentari

Coldiretti, frutta e pasta costano di più per il clima pazzo

Redazione ANSA

 Continuano in agosto le tensioni sui prezzi dei prodotti di largo consumo, pur con un lieve allentamento che continuano a crescere più dell'indice generale mantenendosi sopra il 2%. Nello specifico i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona (passano da +2,2% di luglio a +2,1% di agosto) e quelli ad alta frequenza d'acquisto (da +2,8% a +2,7%). E' quanto risulta dai dati dell'Istat: le stime prevedevano +2,8%, lo stesso livello di luglio.

Coldiretti, aumenti da frutta a pasta per clima pazzo
A spingere l'accelerazione del carrello della spesa sono anche gli aumenti dei prodotti alimentari rispetto allo scorso anno, dal vino (+6,9%) alla pasta (+6%), dalla frutta (+8%) alla verdura (+2,9%) anche per effetto del clima impazzito. E' quanto emerge da un'analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat sull'andamento dei prezzi ad agosto in un 2018, in cui si contano oltre mezzo miliardo di danni in agricoltura dall'inizio dell'anno per le anomalie climatiche che hanno decimato i raccolti, distrutto coltivazioni, abbattuto alberi e allagato le aziende. Nonostante l'aumento dei prezzi della pasta le quotazioni del grano sono ancora insoddisfacenti per gli agricoltori che, per il maltempo, hanno subito una riduzione della produzione di circa il 10% rispetto allo scorso anno. In calo anche il raccolto in Europa dove la siccità ha bruciato la produzione di grano tenero per pane e biscotti del 10% rispetto allo scorso anno, mentre per il grano duro la riduzione è del 4%. Per la frutta estiva quest'anno, la Coldiretti stima un raccolto di pesche in calo di oltre il 20% nel Mezzogiorno e del 15% al nord, mentre per le albicocche è del 20%. Per il vino, infine, è iniziata ad agosto la vendemmia che si prevede con una produzione in aumento tra 10% e il 20% con circa 46/47 milioni di ettolitri rispetto ai 40 milioni dello scorso anno, che per la grave siccità è stata tra le più scarse dal dopoguerra con effetti anche sugli attuali andamenti di mercato.

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