I consigli per caricare bagagli e biciclette

Fissaggio sul tetto con cinghie e nuovi portabici per la coda

Andrea Silvuni

 Tempo di partenze in auto per le località di vacanza e, dunque, tempo di problemi di carico e di preparazione della vettura per quella che spesso diventa una vera ‘fatica’ per persone e mezzi meccanici. Anche se sono lontani anni luce i tempi in cui un’utilitaria – classicamente la Fiat 600 – veniva stipata all’inverosimile ed obbligata ad ospitare sul tetto bagagli, ombrelloni e sedie a sdraio, le moderne automobili, per quanto spaziose, presentano comunque un limite ‘fisico’ alla capacità di carico, legato evidentemente anche al numero dei passeggeri che devono condividere lo spazio con le valige e gli altri oggetti. Mettersi in marcia con i passeggeri schiacciati dalle borse e dai sacchetti o, peggio, con traballanti carichi su improvvisati portapacchi aumenta il rischio e la gravità degli incidenti stradali.

D’obbligo, dunque, adottare alcune regole di base, che servono a guidare l’automobilista nella scelta dell’accessorio ideale e nella sistemazione di bagagli ed attrezzature sportive a bordo. Innanzitutto occorre sistemare gli oggetti più pesanti (è il caso, ad esempio, delle bombole per immersioni sub) sul fondo del vano di carico dell’auto, fissandoli con cinghie in tessuto se sono presenti gli appositi anelli. Nelle station wagon occorre servirsi, se l’auto non ne è dotata, di una rete o di un sistema di barre da inserire per separare bagagliaio e vano passeggeri ed evitare così l’effetto catapulta in caso di frenata improvvisa.

I carichi posizionati sul tetto dell’auto invece tendono a modificare il baricentro ed ad aumentare il rischio di ribaltamento della vettura; per questo motivo bisognerà prestare maggiore attenzione al comportamento da tenere al volante per mantenere la tenuta di strada soprattutto in caso di frenata. Ogni carico sul tetto deve essere assicurato saldamente con idonei ed omologati sistemi di fissaggio ed utilizzando la soluzione tecnica specifica (portabiciclette, portasurf, porta canoe, ecc.) e non improvvisate combinazioni di barre portasci o portapacchi generici. Le corde elastiche sono assolutamente da evitare, proprio perché non danno garanzie di tenuta in quanto soggette ad allungamento. Bisogna usare le cinghie con cricchetto, che sono una soluzione professionale e si possono tendere efficacemente.

Va sottolineato come un carico sistemato sul tetto alla rinfusa possa far consumare il 20-25% in più a parità di velocità autostradale. L’ideale è puntare sui box da tetto che garantiscono una maggiore sicurezza sia in fatto di sistemazione e protezione dei bagagli sia in termini di aerodinamica e quindi di consumi e risparmio. Oltre che sul tetto le biciclette, se si guida un’auto o un suv già dotati di gancio di traino per il rimorchio, possono essere trasportate sfruttando uno dei moderni sistemi (molto diffusi in Germania e altri Paesi del Nordeuropa) che ospitano le bici in posizione trasversale, sfruttando la larghezza del veicolo.

Questi dispositivi sono già dotati di porta targa e luci aggiuntive e relativi cablaggi per essere in totale regola con quanto riportato dal Codice della strada all’art.164 comma 1. La capacità di trasporto è fino a 4 bici complete e questa soluzione permette di effettuare il carico e lo scarico anche da soli, senza la fatica di arrivare sul tetto.

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