Magneti Marelli: un pezzo di storia, non solo candele

Da Radiomarelli ai sensori per la guida autonoma. E' anche in F1

Redazione ANSA

La prima cosa che viene in mente quando si parla di Magneti Marelli è un pezzo dell'auto o della moto: candele e batterie, sistemi di accensione e centraline di controllo motori, proiettori e fanali, ammortizzatori, quadri di bordo. L'azienda venduta da Fca alla giapponese Calsonic Kansai, controllata dal fondo americano Kkr, però è anche altro. Il suo nome è al centro dello sviluppo delle tecnologie per l'auto del futuro con un ruolo chiave nel campo dei motori ibridi ed elettrici e dei sensori per la guida autonoma.

Nata nel 1919 a Sesto San Giovanni, alle porte di Milano, con capitale sociale diviso in parti uguali tra Fiat e la società Ercole Marelli, la sua storia non è legata soltanto al mondo sell'auto. Per più di trent'anni è protagonista del settore delle telecomunicazioni. Nel 1930 avvia la produzione di massa della radio con il marchio Radiomarelli e nel 1939 sperimenta le prime trasmissioni televisive, quasi vent'anni prima del loro lancio ufficiale.

Tra gli anni '50 e '60 consente l'avvio delle prime trasmissioni televisive della Rai producendo macchine da presa, trasmettitori e ricevitori, i ponti radio per il primo e secondo canale oltre che i famosi televisori Radiomarelli. Fin dalla nascita, Magneti Marelli è anche presente nelle competizioni sportive - fornisce tecnologia e assistenza sui campi di gara, dalle auto alle moto, dalla nautica all'aereonautica - e nel mondo delle officine e dei ricambi. Nel 1967 l'intero capitale sociale viene rilevato da Fiat e fra anni '70 e '80 Magneti Marelli focalizza le sue attività esclusivamente nell'ambito automotive, trasformandosi in una holding industriale. Nel 2007 Automotive Lighting, acquisita nel 2001, realizza per l'Audi R8 il primo proiettore al mondo completamente a led prodotto in serie e nel 2014 sviluppa, sempre per l'Audi R8, il primo proiettore dotato di modulo abbagliante Laser. Poi l'acquisizione di SmartMeUp e i primi passi nello sviluppo di software per l'elaborazione di segnali provenienti da sensori per la guida autonoma.

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