A Pebble Beach 5 Lamborghini Miura dalle storie eccellenti

Dalla SV di Jean Todt alla P400 dello Scia, fino alla SVR racing

Redazione ANSA ROMA

Il Concorso di Eleganza di Pebble Beach, in programma per il prossimo 18 agosto, celebra il più importante modello nella storia di Lamborghini - l'iconica Miura - con l'istituzione di una categoria dedicata esclusivamente a questa automobile, di diritto nel gotha del collezionismo. Sono cinque, e tutte con una storia eccezionale alle spalle, le Miura che parteciperanno a questo evento nell'evento. Provenienti da tutto il mondo, tre sono state restaurate dal Polo Storico Lamborghini di Sant'Agata Bolognese, pronte a confermare - a cinquantatre anni dal lancio, avvenuto al Salone di Ginevra del 1966 - come ogni esemplare rappresenti l'emblema perfetto di un periodo in cui, il minor numero di regole tecniche per l'omologazione, concedeva maggiore libertà a ingegneri e progettisti. Miura, va ricordato, fu il risultato dei sogni di un giovane gruppo di tecnici (il più vecchio dei quali aveva appena 27 anni) tra cui gli ingegneri Giampaolo Dallara e Paolo Stanzani, e il più giovane designer di Bertone, l'allora ventiduenne Marcello Gandini. A Pebble Beach 2019 saranno presenti la Miura P400 del 1967, di proprietà di Tom & Gwen Price, Belvedere, CA (USA), telaio n. 3087 - Il 22 esemplare tra i 25 della serie di produzione originale. Fu acquistata dal pilota svizzero Karl Foitek nel 1967 e rimase nelle sue mani fino al 1972, prima di essere venduta a John Middleton di Lake Forest, Illinois, che ne è rimasto proprietario per i successivi 40 anni. Il terzo proprietario la fece restaurare da un esperto di Lamborghini negli Stati Uniti, prima di cederla a quello attuale, che l'ha acquistata nell'ottobre del 2018. Una storia ancora più complessa quella della Miura P400 del 1968, di proprietà di Jon & Kim Shirley, Medina, WA (USA), telaio n. 3303 - È la 101ma Miura P400 realizzata, ter minata nel febbraio del 1968 e immediatamente consegnata al suo primo proprietario, lo Scià di Persia Mohammad Reza Pahlavi. Questa P400 era stata appositamente commissionata con un paraurti anteriore cromato, un volante speciale e diverse altre modifiche di carattere estetico. Lo Scià fece portare questa Miura, dotata di speciali pneumatici chiodati, nella casa di montagna a St.

Moritz. Rimasta per 30 anni è rimasta di proprietà del figlio dello Scià, nel corso del 2018 è stata sottoposta a un restauro completo e il suo attuale proprietario l'ha acquistata all'inizio del 2019. Sarà presente poi la Miura P400 del 1968, di proprietà di The Kaiser Collection, Vaduz (Liechtenstein), telaio n. 3586.

Questa auto è stata una vera star del cinema, dato che è stata guidata dall'attore Rossano Brazzi nella scena iniziale del film The Italian Job uscito nel 1969. La Miura telaio n. 3586 venne utilizzata dalla Paramount come 'controfigura' per una identica auto dello stesso colore, utilizzata e gravemente danneggiata nella terribile scena dell'incidente iniziale. Una volta terminate le riprese, la Miura superstite fu restituita alla fabbrica e successivamente venduta al primo proprietario italiano nel luglio 1968. Dopo aver fatto parte di varie collezioni in Italia, Giappone e Regno Unito, è stata infine restaurata e certificata come la vettura del film dal Polo Storico Lamborghini nel 2019. Di scena a Pebble Beach anche la Miura P400 SV del 1972 oggi di proprietà di Jean Todt - telaio n. 3673 - una delle 150 Miura SV prodotte. All'auto era stato assegnato un numero di telaio del 1968 appartenente a una precedente P400 andata totalmente distrutta, dietro richiesta del suo primo proprietario Arthur Mechin. Questi, un ex pilota della RAF residente in Sudafrica aveva così potuto 'dribblare' le elevate tasse di importazione previste per i veicoli nuovi. Consegnata nel novembre del 1972 è stata venduta negli Stati Uniti nel 2001. Dopo l'acquisto da parte di Todt nel 2016 è stata restaurata dal Polo Storico Lamborghini nel 2018.

Sul 'green carpet' del celebre golf club infine, la Miura SVR del 1968/1975, di proprietà di Shinji Takei (Giappone), telaio n. 3781. Si tratta di un esemplare unico, nato come una 'semplice' Miura S (presente al Salone dell'Auto di Torino del 1968) venne trasformata in auto da corsa nel 1975 su richiesta del pilota tedesco Heinz Steber. Venduta a un collezionista nipponico è rimasta in Giappone fino al 2016, quando è stata acquistata dall'attuale proprietario, che ha commissionato al Polo Storico Lamborghini un restauro completo. 

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